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Opera San Francesco per i Poveri
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Dicembre 2014

IN OSF 3 FIOCCHI AZZURRI E 2 ROSA

Quotidianamente la cronaca porta la nostra attenzione sui migranti, su chi lascia la propria terra in cerca di futuro. Milano è meta di una crescente immigrazione e nell’ultimo decennio ha quasi raddoppiato la popolazione proveniente da Paesi a forte pressione migratoria passata da 140.000 stranieri del 2001 a 250.000 del 2012. Una situazione difficile alla quale una rete di istituzioni cerca di dar risposta con diversi progetti; uno di questi, promosso dal Comune di Milano, Opera San Francesco per i Poveri e Fondazione Bracco, riguarda la promozione della salute materno-infantile. La prima gravidanza è infatti una fase cruciale della vita della donna e del bambino: le infezioni e i conseguenti danni fetali e neonatali si configurano come problema trasversale che interessa anche le donne in età fertile.

L’unica efficace prevenzione delle malattie materno-fetali nelle immigrate è lo screening, che restituisce lo stato sieroimmunologico delle gestanti. L’indagine, offerta gratuitamente nell’ambito del Progetto volto alla tutela della maternità in condizioni di fragilità come quelle delle donne migranti, porta a un duplice risultato: sostenere stili e condizioni di vita sani e sicuri e promuovere la cultura della prevenzione. Alle donne in sala di attesa l’operatrice propone un colloquio nello spazio prevenzione donna, durante il quale vengono fornite spiegazioni sullo stato di gravidanza e sono coordinati i controlli medici, di laboratorio e strumentali adeguati. Questa attività di counseling per le donne desiderose di avere un bambino o già in attesa,  e di screening delle patologie considerate fattore di rischio, porta tre diversi e importanti esiti:
- ridurre il rischio di malattie nel nascituro
- aumentare la possibilità di comprensione per i rischi di salute che derivano da una condizione di fragilità in modo da favorire la cura di sé e del piccolo
- incoraggiare l’integrazione e l’utilizzo dei servizi territoriali.
A questi benefici si aggiunge, nel tempo, quello socioeconomico: tutti gli studi dimostrano che nella prevenzione di una malattia rispetto alla sua cura in una decina d’anni, a seconda della malattia, la percentuale di risparmio si attesta tra il 30% e il 50%. Non calcolabile inoltre l’indubbio vantaggio sul miglioramento della qualità della vita di chi ne usufruisce.

All’avvio del Progetto si è ipotizzato di contattare almeno il 50% delle donne coi requisiti indicati in arrivo al poliambulatorio; ed è andata meglio delle aspettative, perché il contatto è arrivato al 56%. Questo significa che la proposta di colloquio, l’uso di materiale studiato allo scopo e la formazione degli operatori, ha coinvolto molte più donne rispetto a quelle che fanno richiesta spontanea di visita ginecologica (20%). Altri obiettivi fissati e raggiunti sono stati l’80% di aderenza al percorso di controlli personalizzati e per il monitoraggio delle situazioni ad alto rischio (malattie infettive o croniche già in atto) e il 100% per la vaccinazione delle donne suscettibili alla rosolia, sconosciuta nella maggior parte dei paesi non europei.

In questa prima fase, la Prevenzione Amica delle Donne Migranti a Milano sta accompagnando nella gravidanza 39 donne, e ne sta seguendo altre 110 che desiderano avere un bambino. Ad oggi i fiocchi sono 5, di cui 3 azzurri (2 bimbi salvadoregni e 1 italiano) e 2 rosa (1 bimba salvadoregna e 1 senegalese). Ma il risultato raggiunto più bello sono i volti delle neomamme che passano dalla preoccupazione alla consapevolezza e alla gioia quando ‘vedono’ per la   prima volta il loro bambino e comprendono non solo perché, ma per ‘chi’ stiamo offendo la nostra competenza e il nostro aiuto.

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