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Opera San Francesco per i Poveri
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Gennaio 2015

UNA CAREZZA CHE SCALDA IL MIO E IL TUO CUORE

La Dottoressa Ilaria Pensabene è volontaria al nostro ambulatorio e collabora al progetto volto alla tutela della maternità in condizioni di fragilità. Qui di seguito le sue parole: ci racconta in cosa consiste il suo lavoro, cosa l’ha portata qui, perché ha deciso di restare.

"Attualmente a OSF sto collaborando al progetto Prevenzione amica delle donne migranti a Milano che, insieme all’ASL di Milano, al Comune di Milano e alla Fondazione Bracco, ha come scopo la prevenzione delle infezioni materno-fetali (toxoplasmosi e rosolia) nelle popolazioni migranti. Presso l’ambulatorio vengono fatti colloqui/interviste con donne gravide e in età fertile volti a raccogliere i dati sulla situazione sociale e personale, la provenienza, lo stato culturale e valutare la consapevolezza dei fattori di rischio delle infezioni in gravidanza. Vengono poi effettuati i prelievi per definire lo stato siero-immunologico ed eventualmente effettuare le vaccinazioni contro la rosolia.
Ogni volta mi scopro a osservare lo stupore e la gratitudine di donne straniere con problemi di ogni genere - di integrazione, di lavoro, di lingua, spesso lontane dalla famiglia - che in questa città frettolosa e distratta sono accolte dal sorriso dell’infermiera e da un medico già a conoscenza della storia clinica e personale, precedentemente raccolta in modo attento da chi si occupa della prima accoglienza.
Vorrei innanzitutto raccontarvi cosa mi ha spinto due anni fa ad iniziare il volontariato a Opera San Francesco. Chi nella vita è stato accolto e accompagnato in un momento di particolare fragilità come quello della malattia può capire ciò che sto per dire. Condividere una sofferenza, una preoccupazione, una malattia, ne alleggerisce il carico, la fa apparire più sopportabile; il dolore addirittura può diventare opportunità di incontro e occasione per uscire dalla solitudine. Chi fa un’esperienza così ha un debito con la vita, e OSF è stata per me l’occasione per sdebitarmi: non è questione di essere buoni o generosi, è una questione di giustizia. Gratuitamente hai ricevuto tanto, è ora di restituire qualcosa. E’ stato inizialmente solo questo; un desiderio di pareggiare i conti almeno in parte e di cambiare il mondo, almeno in parte, cominciando da me stessa. A Opera San Francesco ho trovato un ambito di autentica attenzione alla persona nella sua totalità, corpo e anima, e un livello di cura sanitaria assolutamente all’avanguardia. Due motivi più che convincenti: subito ho deciso di restare.
E quale onore è per me lavorare fianco a fianco con uomini e donne liberi, coraggiosi, capaci di compassione nel vero senso della parola: farsi compagni di cammino e prestare la propria opera senza alcun profitto con la consapevolezza che nessun gesto andrà perduto ma avrà un valore eterno. E’ proprio una grande libertà quella che si respira tra le mura di OSF: non intesa come attività che l’uomo svolge prendendo se stesso come misura delle cose, come spazio in cui essere padrone, ma come finestra spalancata su una realtà che non finisce mai di stupirci, di interrogarci e in cui l’occhio penetra sempre più, fino a cogliere tutto il limite del tuo agire di fronte all’immenso bisogno di chi hai di fronte. Sono consapevole che il mio operare sia una goccia in un oceano, ma tuttavia sono grata e certa che quel poco sia segno di una carezza alla vita dell’altro, una carezza che scalda il mio e il suo cuore. Solo lavorando qui ho iniziato a comprendere le parole di un amico: la vita ci è data per essere donata, altrimenti il tempo ce la ruba".

Dott.ssa Ilaria Pensabene, medico volontario di OSF

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