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Opera San Francesco per i Poveri
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Febbraio 2015

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

Se dovessi commentare il pay off a conclusione del logo di Opera San Francesco “Un mano all’uomo. Tutti i giorni” userei due parole: il coraggio della normalità. È proprio nella dimensione quotidiana che i servizi di OSF continuano a infondere coraggio e speranza soprattutto a chi li riceve, senza nulla togliere a chi dona. La ripetitività dei gesti quotidiani non sono la morte del servizio, al contrario, ogni gesto è unico e irripetibile, è fedele risposta alla domanda del povero: "Oggi ho fame, oggi sono ammalato, oggi l’igiene personale va rispettata, oggi nel coraggio della normalità dico al povero noi ci siamo!".

Il coraggio non esiste se non incarnato in una persona: lo cogliamo nei gesti e nei comportamenti delle persone, abbiamo esempi di uomini e donne che rischiano la loro vita per il bene degli altri; se apriamo gli occhi possiamo leggere l’insegnamento sul coraggio nelle vite di tante persone che ci passano accanto… Nella Bibbia il coraggio si innesta sulla fede e trova le sue radici nella promessa del Signore: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. Il coraggio è proprio della persona che sa decidere. Il coraggio è atto creativo, è forza che spezza le corazze difensive della paura e dell’indecisione per aprire nuovi orizzonti. Liberamente e responsabilmente, testa e cuore scelgono coraggiosamente di includere poveri e povertà nella propria vita. Non c’è più spazio per la delega, non è temibile il giudizio del pensiero dominante che tende ad escludere i poveri. Il coraggio include un giudizio dove l’altro, il povero, non è valutato secondo il suo bisogno ma per ciò che è, perché possa ritrovare la sua dignità di persona.

Il coraggio della normalità è in ultima analisi il coraggio di amare. Ciò che identifica OSF è la gratuità: significa toccare con mano la faticosa realtà che vivono tanti individui, aprirsi alle loro esigenze, né cercando né chiedendo alcun contraccambio. La gratuità è coraggiosa perché sfida fatiche e fallimenti, ma nel contempo è fedele e perseverante. Gesù si è spinto fino a dare la propria vita, si è consegnato per amore, dimostrando ad ogni uomo di tutti i tempi la sua radicale passione nei suoi confronti. "Avendo amati i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine". Il coraggio di Gesù si radica nel suo amore per Dio e per gli uomini. È consapevole di portare a compimento la volontà di Dio, prendendo per mano l’uomo, conducendolo lungo la strada dell’amore: "Amatevi gli uni altri come io ho amato voi".
Nel difficile contesto che stiamo vivendo dove i poveri, soprattutto gli italiani aumentano a causa della crisi economica, abbiamo bisogno di persone che sappiano dire a chi è nella fatica una parola di incoraggiamento – appunto: coraggio! – assumendo ognuno la propria concreta e fattiva responsabilità.

padre Maurizio Annoni

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