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Opera San Francesco per i Poveri
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Giugno 2015

OSF, ORGANIZZATI PER ACCOGLIERE. IL BILANCIO SOCIALE 2014

Fa caldo nella magnifica Aula Pio XI dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. Sono le sei passate del 9 giugno e il pubblico arriva alla spicciolata dalla canicola milanese, cominciando a riempire la sala dal fondo cosicché le prime due file, quelle vicino agli oratori, restano timidamente vuote. Come se quella distanza potesse rappresentare il profondo rispetto che unisce il centinaio e oltre di persone venute per conoscere quanto Opera San Francesco fa per i poveri di Milano.

Padre Maurizio introduce questo sesto Bilancio sociale, il cui titolo lega due temi costantemente presenti nella vita e nelle attività di OSF: l'organizzazione e l'accoglienza. Risuonano tra l'attenzione di tutti le parole che Papa Francesco ha pronunciato per l'inaugurazione di Expo 2015: che quello dell'alimentazione non resti un tema astratto, ma sia sempre accompagnato dalla coscienza dei volti, i volti dei milioni di persone che muoiono di fame. I dati di questo Bilancio 2014, ricorda Padre Maurizio, mostrano una fila continua e quotidiana di poveri, quasi una provocazione affinché la società li veda e si faccia carico dei loro diritti: per molti c'è cronicizzazione della povertà e a questo quotidiano servizio di OSF si sommano ulteriori e indifferibili emergenze, come i quasi 65mila pasti in più - 433 al giorno - offerti ai profughi eritrei.

Ogni gesto di carità genera fiducia, e l'asciutto e toccante intervento della dottoressa Alganesh Fessaha, presidente dell'Associazione Gandhi, aiutata da OSF, è il racconto di un orrore infinito, di un'odissea in fondo alla quale anche il rischio concreto di annegare su un barcone nel Mediterraneo diventa un'alternativa preferibile. E' il punto in cui comincia la storia dei profughi eritrei, la vendita di esseri umani tra gruppi di beduini, le carceri, le immagini tremende delle torture, i ricatti; è tutto quanto l'ha portata - lei milanese di origini eritree, che si commuove a ritrovarsi nell'università in cui ha studiato - alla liberazione di 2500 persone dalle carceri egiziane e 750 dalle mani dei beduini. E' la storia del campo profughi con 750 bimbi che grazie a OSF ricevono un pasto tutti i giorni, è l'immagine del ragazzino che non ha mangiato per tre mesi e che ora, mostrando le braccia scheletriche, proclama sorridendo "Grazie a Dio sono salvo. Queste mie braccia un giorno diventeranno forti e potranno salvare altre persone!".

I dati che cita poi il dottor Paolo Gradnik, Presidente del Banco Farmaceutico, che collabora con OSF, confermano l'importanza della rete e dell'impegno per trasformare ogni spreco in risorsa, come per esempio raccogliendo quei farmaci ancora validi ma non più utilizzati che si accumulano in ogni casa. La povertà assoluta tocca oggi 6 milioni di persone, e 400mila sono raggiunte dal Banco Farmaceutico: gli italiani sono il 44% e perlopiù anziani, tra loro 1 su 4 è malato cronico; gli stranieri sono invece giovani con una percentuale di minorenni che supera il 20%. Esigenze molto diverse, che vanno inserite in un sistema di garanzia sanitaria per tutti: chi già è discriminato non può patire ulteriori discriminazioni.

Il Bilancio sociale è stato redatto come gli anni precedenti in collaborazione con ALTIS sotto la guida del professor Marco Grumo che prende la parola per presentarlo. Oltre un milione di prestazioni nel 2014 per un valore creato che supera i 14 milioni di euro in servizi gratuitamente offerti ai poveri è la sintesi dell'impegno di OSF, in grado di fare grandi numeri facendo attenzione ad ogni singolo caso, di mettere a sistema il cuore di tanti con un'organizzazione del lavoro che qui viene illustrata in maniera efficace. "Carità e organizzazione non si escludono" è il tema dello scambio di idee finale che continua nel corso dell'aperitivo, dove i relatori si intrattengono ancora a lungo a parlare con tutti.

Leggi l'articolo di Università Cattolica - ALTIS