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Opera San Francesco per i Poveri
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San Francesco 2015

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

Papa Francesco ha voluto donare a tutti gli uomini e a tutte le donne la sua enciclica “Laudato sii”. «Laudato si’, mi’ Signore», cantava San Francesco d’Assisi. Questo bel cantico ci ricorda che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: "Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba".
Dice il Santo Padre: “Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla”.
Al termine del documento, prima di proporre le due preghiere conclusive, il Papa sostiene di aver compiuto una “riflessione insieme gioiosa e drammatica” (LS246).
Mi sento di dire che è la gioia a prevalere seppur i presupposti siano profondamente dolorosi. È la gioia di poter credere in un cambiamento rivoluzionario, e in una nuova umanità. È la gioia che profondono le parole di Francesco, piene di speranza anche quando descrivono i peggiori disastri in cui viviamo.
Il confronto tra le parole dell’Enciclica e le attività di OSF è necessario e doveroso.
Il Papa ricorda che “l’amore, pieno di piccoli gesti di cura reciproca, è anche civile e politico, e si manifesta in tutte le azioni che cercano di costruire un mondo migliore” (LS 231).
I gesti di accoglienza posti ogni giorno da Opera sono semplici, direi quasi monotoni. Non c’è nulla di straordinario o di ecclatante.
La forza di Opera, il suo straordinario si rende visibile nella continuità e nella reiterazione dei gesti di accoglienza.
Gesti sostenuti dalla grazia dei Sacramenti e dalla forza della preghiera nonché dall’esempio dei santi della carità.
Gesti semplici e fedeli, ma unici per chi dà e per chi riceve.
Gesti responsabili che mirano al miglioramento e alla qualità di un servizio a favore dei poveri.
Gesti capaci di ascolto che si esprime nell’apertura e accoglienza dell’altro lontani dal giudizio e dal pregiudizio.
Gesti che sanno rispettare la storia delle persone accolte, che non rappresentano una massa anonima, ma dove ognuno è una realtà unica e irripetibile, segnato dalla fatica e dalla speranza. Gesti che vogliono educare le persone a ritrovare la propria strada e dignità.
Gesti che non si fermano di fronte a fallimenti o alle delusioni, ma incoraggiano e indicano la strada della speranza e di un futuro migliore.
L’amore per la società e l’impegno per il bene comune sono una forma eminente di carità, che riguarda non solo le relazioni tra gli individui, ma anche "macro-relazioni, rapporti sociali, economici, politici". Per questo la Chiesa ha proposto al mondo l’ideale di una "civiltà dell’amore". L’amore sociale è la chiave di un autentico sviluppo: "Per rendere la società più umana, più degna della persona, occorre rivalutare l’amore nella vita sociale – a livello, politico, economico, culturale – facendone la norma costante e suprema dell’agire". In questo quadro, insieme all’importanza dei piccoli gesti quotidiani, l’amore sociale ci spinge a pensare a grandi strategie che arrestino efficacemente il degrado ambientale e incoraggino una cultura della cura che impregni tutta la società.
Francesco d’Assisi nella sua vita pone una infinità di gesti che parlano di preghiera, amore, povertà, umiltà, misericordia e sono l’esito di un costante confronto con il messaggio del Vangelo. Gesti che coinvolgono la fraternità non solo quella dei frati ma la più ampia fraternità universale costituita da ogni creatura. Francesco ha la consapevolezza che ogni creatura riflette qualcosa di Dio e ha un messaggio da trasmetterci.
Crediamo nella forza e nella valenza dei piccoli gesti sapendo che la conversione ecologica indicata da Papa Francesco nell’Enciclica parte anche dalla responsabilità personale e dagli sforzi capaci di cambiare il mondo.

padre Maurizio Annoni

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