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Opera San Francesco per i Poveri
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Ottobre 2015

A TAVOLA CON OSF: MICRO E MACRO NUTRIENTI

Si è appena conclusa a Parma l’ottava edizione di Obesity week, un’iniziativa che coinvolge oltre al mondo sanitario, anche quello economico, sociale, culturale e religioso, in un “attacco” a tutto campo a quello che è considerato il maggiore problema sanitario nei Paesi industrializzati. L’obesità pesa non solo sulla bilancia e sulla salute, ma anche sul bilancio, visto che la nostra spesa annuale per patologie croniche correlate, tra costi diretti e indiretti è di circa nove miliardi. La riduzione di 1 punto percentuale sul numero di persone obese, in Europa, farebbe scendere fino a 3 milioni in meno i casi di tumore, malattie cardiovascolari, diabete e ipertensione, e addirittura se ne conterebbero fino a 9 milioni in meno se la riduzione del numero di persone obese fosse di 5 punti percentuali. Cibo, ambiente e salute sono temi strettamente intrecciati e sono stati affrontati con prospettive differenti non solo da Expo, ma anche nell’Enciclica di Papa Francesco, nel Protocollo di Milano e nella Dichiarazione di Milano, come ha ricordato padre Giansandro Cornolti nella tavola rotonda che ha costituito uno dei tanti momenti di riflessione nel calendario fitto di appuntamenti, incontri, convegni e momenti scientifici e divulgativi, dell’Obesity week. Giornate di lavoro comune per mettere a punto strategie di comunicazione e di informazione sanitaria focalizzate sui benefici di un’alimentazione sana e di una regolare attività fisica e per insistere sull’importanza di misure fiscali finalizzate alla riduzione del costo di alimenti sani ricchi di fibre e di normative volte a limitare il mercato degli alimenti non salutari.

Tra gli eventi, è stata presentata anche la relazione del dottor Claudio Maioli, volontario di Opera San Francesco, che ha illustrato gli Aspetti nutrizionali dei pasti di una mensa dei poveri: l’esperienza di OSF a Milano. L’analisi è stata condotta sui dati del 2014, ed ha preso quindi in esame 869.516 pasti di 17.905 utenti, per l’85% maschi, per la gran parte di età compresa tra i 25 e i 54 anni (72%), oltre a minori (12%) e anziani (16%). In mensa i pasti sono somministrati 6 giorni alla settimana, dal lunedì al sabato, con menù invernale per 7 mesi (da ottobre a fine aprile), e menù estivo per 5 mesi (da maggio a fine settembre). Sono stati presi in considerazione tutti gli ingredienti che compongono la dieta settimanale, in modo da poter valutare la quantità e la distribuzione di macro e micronutrienti. Pasta e riso arricchiscono i due menù, e ancora notiamo la presenza di nutrienti diversi come fagioli, ceci e lenticchie e minestrone in inverno piuttosto che fagiolini, insalata di mare, pomodori e mozzarella d’estate. Complessivamente i macronutrienti sono ben rappresentati sia nel menù estivo (Kcal 2146, proteine 15%, lipidi 28%, carboidrati 57%) che in quelle invernale (Kcal 2039, proteine 15%, lipidi 29%, carboidrati 55%). Il dottor Maioli ha tuttavia osservato che questa dieta presenta una lieve carenza di calcio, vitamina D e zinco dovuta alla scarsità di alimenti come latte e latticini che possono essere integrati, mentre risulta essere invece abbondante il sale, che andrebbe piuttosto ridotto. Sono osservazioni importanti per un mensa per i poveri, che rappresenta nella maggior parte dei casi l’unica fonte di alimentazione per molte persone, e quindi garantisce una prevenzione delle malattie legate all’alimentazione scorretta.

Leggi la relazione del dottor Claudio Maioli
Per approfondire: http://obesityweek.info

Leggi la relazione del dottor Maioli (pdf)

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