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Opera San Francesco per i Poveri
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Ottobre 2015

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

Nell’editoriale del 1° ottobre del quotidiano Avvenire la giornalista Marina Corradi esordisce con queste parole: “Sono tempi in cui, ad ascoltare ogni sera il tg, rischi di essere sopraffatto: dalle endemiche malattie di questo paese, dalle sue emergenze croniche, dalla corruzione, dalle storie di violenza che nel web sembrano moltiplicarsi all’infinito. Ma, ha detto il Card. Bagnasco ai vescovi italiani riuniti a Firenze in Consiglio permanente, tutto questo non deve farci dimenticare che l’Italia è fatta di gente che lavora, che cresce i suoi figli, che aiuta il prossimo, gratuitamente. In Italia c’è un «popolo degli onesti», che porta avanti ogni mattina la sua storia. Come un’asse forte, su cui camminiamo. Sì, la mafia, l’inquinamento, le tangenti, la disoccupazione giovanile, il bullismo; c’è tutto questo fra noi, eppure c’è, sommesso silenzioso, dell’altro. Ed è da quest’”altro”, che occorre ripartire”. Come? ci si può chiedere”.
La risposta non è certamente univoca, e l’”altro” dal quale ripartire non è esito di un giudizio uniforme. Personalmente tentando una risposta voglio scomodare due parole importanti che in particolare il Vangelo ci consegna: responsabilità e testimonianza.

Innanzitutto la responsabilità. La libertà è il potere, radicato nella ragione e nella volontà, di agire o di non agire, di fare questo o quello, di porre così da se stessi azioni deliberate. Grazie al libero arbitrio ciascuno dispone di sé. La libertà è nell'uomo una forza di crescita e di maturazione nella verità e nella bontà. La libertà raggiunge la sua perfezione quando è ordinata a Dio. La libertà implica la possibilità di scegliere tra il bene e il male, e conseguentemente quella di avanzare nel cammino di perfezione oppure di venire meno e di peccare. Essa contraddistingue gli atti propriamente umani. Diventa sorgente di lode o di biasimo, di merito o di demerito. Quanto più si fa il bene, tanto più si diventa liberi. Non c'è vera libertà se non al servizio del bene e della giustizia. La scelta della disobbedienza e del male è un abuso della libertà e conduce alla schiavitù del peccato. La libertà rende l'uomo responsabile dei suoi atti.
Ogni mattina siamo chiamati a rinnovare nella libertà la nostra scelta per il bene che solo il Signore è in grado di indicarci pensando che la nostra scelta responsabile ha una ricaduta non solo su me stesso ma sulla realtà – micro e macro – che mi circonda. Anche nei piccoli gesti quotidiani posso e devo vivere la mia libertà responsabile.

La seconda parola: testimonianza. La testimonianza non è solo coerenza tra ciò che si afferma e ciò che si fa. Si tratta innanzitutto di declinare nella concretezza di vita i valori cristiani e umani che professiamo. Penso alla realtà di OSF. Quale testimonianza dà? I valori quali accoglienza, condivisione, solidarietà, ascolto sono evidenziati da una continuità di gesti che trovano proprio la loro origine e il loro fondamento nella Parola del Signore e nella spiritualità di Francesco d’Assisi.
La testimonianza è uno stile di vita che chiede di agire secondo il pensiero e i sentimenti di Cristo. Non è la logica del mondo a dettare la testimonianza ma è il pensiero cristiano che si manifesta nella carità e nella misericordia, nella pace e nella giustizia.

OSF continua responsabilmente a testimoniare il suo costante servizio ai poveri. Responsabilità e testimonianza condivise da operatori, benefattori e volontari.

padre Maurizio Annoni

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