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Opera San Francesco per i Poveri
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Febbraio 2016

UN PROGETTO DI CURA FATTO SU MISURA

Nel poliambulatorio di Opera San Francesco sono state visitate negli ultimi 10 anni circa 63mila persone. Cioè 63mila pazienti. Cioè 63mila cartelle cliniche. La diversa provenienza (133 nazioni) e un alto rischio sociosanitario si aggiungono alla crisi economica, facendo lievitare anche l’utenza italiana. Di questi 63mila pazienti, circa il 10% è affetto da patologie croniche di varie gravità. Cronicità, persistenza e recidiva non sono cose semplici da capire, richiedono piena comprensione dell’entità della propria malattia, e anche che è necessario prendere un farmaco, anche se questo farmaco non toglie la malattia e non guarisce… “Concetti non facili, soprattutto per una cultura non occidentale”, spiega suor Annamaria, dottoressa responsabile del poliambulatorio.

Ci sono per esempio patologie croniche, che non guariscono come diabete e cardiopatie; ci sono patologie persistenti che richiedono una cura continuativa come le malattie infettive, la tubercolosi, le epatiti di tipo B e C; e ancora le patologie recidivanti, quelle più legate al contesto sociale come le malattie sessualmente trasmissibili, le patologie come bronchiti, broncopolmoniti, e quelle legate all'età infantile in stato di rischio come carie e situazioni di accrescimento. Senza dimenticare i casi complessi e i pazienti pluripatologici.

E qui entra in gioco il case management, che è l’organizzazione delle cure a favore di una persona sofferente. Il progetto prevede di fornire cure efficaci e risorse per 6200 pazienti che si sono rivolti al poliambulatorio negli ultimi due anni e che sono affetti da malattie croniche che necessitano un’assistenza continuativa. Innanzitutto si cerca di aiutare la persona a capire la propria patologia e di fornirgli tutte le informazioni (come prendere i farmaci, fare la dieta…) per seguire la cura. Ma non basta. Il paziente viene preso in carico nel Nursing, e seguito passo passo: se non aderisce al piano terapeutico, viene richiamato. La ripercussione è positiva e il paziente è felice di sentirsi controllato, di sentirsi una persona e non un numero: collabora, e si cura.

Il secondo aspetto del case management riguarda l’adeguato approvvigionamento di scorte e di risorse farmacologiche e specialistiche. Chiarisce meglio suor Annamaria: “Prendiamo ad esempio il diabete; abbiamo cartelle cliniche relative a 199 pazienti, cui ne vanno aggiunti altri 56 che, oltre al diabete, presentano un’altra patologia cronica importante. Devono essere disponibili non solo le dosi di insulina, ma anche i medici in grado di seguirli: è stato cercato (e trovato!) un donatore che finanziasse interamente l’approvvigionamento di insulina”.

Ecco che allora il case management di Opera San Francesco diventa un progetto strategico, e riguarda una pianificazione complessa che comprende la raccolta, l’analisi e la valutazione delle cartelle cliniche, la formazione per un piano terapeutico e assistenziale multiprofessionale e personalizzato, il reperimento delle risorse. I risultati del primo anno sono già evidenti per l’impatto positivo sull'andamento del poliambulatorio, sulla soddisfazione dei medici che possono lavorare utilizzando al meglio le risorse, e soprattutto sui pazienti, che diventano autonomi. Proprio così: sono più coscienti e responsabili della propria malattia, e quindi possono diventare autonomi.

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