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Opera San Francesco per i Poveri
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Marzo 2016

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

E’ Pasqua. E’ il tempo della carità. Il Vangelo di Giovanni ci ricorda quello che fece Gesù prima di celebrare l’Ultima Cena: “si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugatoio di cui si era cinto”. Cosa significa questo gesto di umiltà? Il Signore si inginocchia davanti a noi e lava i nostri piedi sporchi, affinché noi diventiamo ammissibili alla mensa di Dio, affinché diventiamo degni di prendere posto alla sua tavola. Ce lo spiega lui stesso: “Sapete ciò che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l'esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi”.

Come possiamo oggi in concreto “lavarci i piedi gli uni gli altri”? Ogni opera di bontà per l'altro - specialmente per i sofferenti e per coloro che sono poco stimati - è una lavanda dei piedi. Significa abbassarsi, imparare l'umiltà ed essere pronti anche ad accettare il rifiuto, ma fidarsi della bontà e perseverare in essa. Lavarci i piedi gli uni gli altri significa perdonarci instancabilmente gli uni gli altri, sempre di nuovo ricominciare insieme. E’ quello che ha fatto Fra Cecilio: per settant’anni si è posto al servizio dei poveri. Con pazienza, con prudenza e intelligenza si è chinato a “lavare i loro piedi”. I piedi nudi della miseria, della solitudine, dell’abbandono. I piedi di coloro che camminano cercando un po’ di ristoro e una risposta all’inquietudine dell’emarginazione.

L’impegno di Fra Cecilio non passò inosservato. La gente comune, che lo incontrava per le strade, l’istituzione pubblica, la Provincia e il Comune di Milano riconobbero in lui un vero apostolo della carità attribuendogli diplomi e medaglie. Riconoscimenti che ancora oggi riceve la sua Opera, che continua nel tempo l’accoglienza e la dedizione verso i poveri. La carità attraversa il tempo e ogni stagione è un’occasione per donare ai poveri ciò che riceviamo dal Signore: tutti siamo chiamati a “lavare i piedi” dei poveri perché attraverso il nostro servizio possano sedere alla mensa della dignità e della speranza. La Pasqua del Signore sia luce per i vostri cuori, doni a tutti voi una rinnovata speranza e faccia crescere semi di bontà e di amore.

Auguri di Buona Pasqua!

padre Maurizio Annoni

Fra Cecilio distribuisce un piatto di minestra ai poveri

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