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Opera San Francesco per i Poveri
Opera San Francesco per i Poveri
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Aprile 2016

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

Nel documento con cui veniva annunciato l’Anno Santo Papa Francesco invitava a non cadere “nell’indifferenza che umilia, nell’abitudinarietà che anestetizza l’animo e impedisce di scoprire la novità, nel cinismo che distrugge”. E indicava nella riscoperta delle opere di misericordia l’antidoto praticabile da tutti, perché nel modo più diffuso possibile crescesse questo senso di attenzione per ogni “situazione di precarietà e sofferenza presenti nel mondo di oggi”.
Le opere di misericordia: nella loro formulazione di vecchio catechismo polveroso hanno perso la loro attrazione e neppure nelle prediche più tradizionali vi si ricorre più.
Ma le opere, nella loro struttura un po’ semplificatoria ma efficace (qui il corpo, là l’anima, qui i bisogni materiali, là quelli spirituali) rappresentano davvero l’elenco delle necessità umane fondamentali di sempre.
Solo la quattordicesima opera, Pregare Dio per i vivi e per i morti, sottintende una fede religiosa. Tutte le altre indicano un atteggiamento etico, realistico e “laico”: di fronte alla fragilità dell’esistenza umana bisogna sporcarsi le mani. Di fronte a una persona e a una vita che soffre, qualunque sia la ragione, devo dare una risposta concreta e intelligente, perché quella vita vale quanto la mia e nessuno vuole continuare a star male.

In più, le opere di misericordia si configurano come la “carità di popolo” nell’oggi. La tradizione cristiana indica con la denominazione “opere di misericordia” alcuni gesti e azioni concrete che il cristiano è invitato a compiere a favore del prossimo bisognoso nel corpo e nello spirito.
Sono note soprattutto quelle corporali, un po’ meno quelle spirituali, tutt’altro che superflue soprattutto nella società attuale, dove alle povertà economiche si sono aggiunte quelle immateriali, attinenti alla situazione spirituale della persona intesa nel senso più ampio del termine.
Le opere di misericordia sono innanzitutto quei gesti di amore e bontà che rendono diversa la vita, riscattandola dal male dell’indifferenza e immettendovi quei germi di bene che lo Spirito Santo suscita nell’animo umano, soprattutto a contatto con la situazione di sofferenza.
Va sottolineata l’importanza fondamentale di una carità che permea la vita quotidiana mediante l’esercizio delle opere di misericordia. Esse hanno il vantaggio di essere accessibili a tutti, non esclusi i poveri, e di privilegiare il rapporto interpersonale, sfuggendo così al pericolo di una carità anonima che lascia indifferente sia chi la compie che colui che la riceve.

La pratica delle opere di misericordia non giova solo a coloro che ne sono destinatari immediati: essa promuove più di quanto si pensi – soprattutto se diventa costume, stile, scelta di vita – una nuova qualità di vita e di rinnovamento della società dal di dentro.
In altre parole l’esercizio delle opere di misericordia incide e trasforma a partire dalla quotidianità, dalle circostanze ordinarie della vita.
Opera San Francesco è la traduzione concreta di un solido amore per qualsiasi povero di questo mondo.
E’ il luogo nel quale “si prende cura” degli svantaggiati attraverso le opere di misericordia. L’ascolto della povertà si declina nell’infinità di gesti di accoglienza e di vicinanza.

padre Maurizio Annoni

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