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Opera San Francesco per i Poveri
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Luglio 2016

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

La newsletter di luglio ci trova nel culmine del periodo estivo dove molti di voi, cari e fedeli lettori, pregustano giorni di meritato riposo.
Ognuno di noi, a partire dalle proprie esigenze personali e familiari, ha modi diversi di considerare le vacanze.
C’è chi le interpreta a semplice contenitore di tempo vuoto, un tempo da riempire con lo svago e il divertimento. C’è chi pensa a vacanze cosiddette impegnate, che spesso risultano più stressanti dello stesso lavoro, rinunciando al sacrosanto diritto al riposo. C’è chi viaggia verso paesi lontani alla ricerca di luoghi e culture che appaghino la curiosità e il desiderio di conoscere e di incontrare realtà profondamente diverse dalla nostra. C’è chi si affida a marce o pellegrinaggi a piedi dove la strada diventa il luogo della riflessione e simbolo di un itinerario verso Dio riscoprendo se stessi e gli altri.
Certamente sono tante le iniziative che in questo periodo vengono proposte per i giovani, le famiglie, i gruppi, anche per chi ha voglia di socializzare e di conoscere altre persone.

Se dovessi esprimere con un aggettivo un augurio per le vacanze dico “vacanze serene”. Abbiamo tutti bisogno di trovare serenità, soprattutto dopo le violenze terroristiche di queste settimane, che sono assolutamente insensate e che ci lasciano inquieti perché sembrano cancellare ogni traccia di umanità. La serenità non è sinonimo di fuga dalla realtà. Anzi il tempo del riposo diviene propizio per conoscere meglio se stessi, liberandoci dal clamore e dalla confusione della vita quotidiana. Con serenità il nostro sguardo si posa sugli altri e ci aiuta a recuperare il rapporto con il nostro prossimo superando i pregiudizi e godendo di quell’originalità che ognuno esprime a partire da chi ci sta vicino ed è a noi familiare.
Con serenità incrocio lo sguardo di tante persone che hanno cancellato dal loro vocabolario la parola vacanza. Non per libera scelta, ma perché costretti dall’età avanzata, dalla situazione economica, dai problemi di salute. A loro Opera San Francesco vuole garantire momenti di serenità in una città assolata, dove la solitudine è esasperata anche dalla chiusura di alcune strutture di accoglienza o di servizio.

Quando qualcuno mi chiede se OSF chiude nel periodo estivo, rispondo affermando che è un diritto dei poveri poter mangiare sempre e trovare un luogo per l’igiene personale. E quindi non ci è permesso chiudere perché la carità non conosce mai soste, ma è radicata nel tempo e nell’impegno assunto verso i poveri. Certo la collaborazione dei volontari, l’organizzazione dei dipendenti, le diverse esperienze dei giovani e dei frati in formazione consentono di rispondere affermativamente alle domande dei nostri ospiti.

Auguro a ciascuno di voi che le vacanze siano sintesi di silenzio, di parole e di carità. Il riposo ci conceda di conoscere di più noi stessi, di crescere nella relazione con gli altri soprattutto con le persone che ci vogliono bene e di sperimentare la forza della carità. Anzi l’”inesauribile inventiva della carità” ci doni occhi non soltanto per cogliere il bisogno dell’altro, ma l’altro come persona che la bontà del Signore mette sul nostro cammino e con il quale il Signore ci chiede di relazionarci in modo significativo secondo il comandamento dell’amore.

padre Maurizio Annoni

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Luglio 2016