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Opera San Francesco per i Poveri
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Novembre 2016

SEMPRE PIÙ FAMIGLIE NON RIESCONO A CURARSI, LA CHIAMANO POVERTÀ SANITARIA

Quando si è poveri si eliminano tutte le spese non necessarie. Ci si concede sempre meno, fino a privarsi di cose che in realtà sono primarie, come le cure mediche. Conosciamo bene questo fenomeno: presso il poliambulatorio di Opera San Francesco in via Antonello da Messina ogni giorno sono tante le persone che hanno bisogno di cure senza potersele permettere.

Il fenomeno coinvolge il 6,1 per cento delle famiglie italiane
(l’anno scorso erano il 5,7). In tutto 12 milioni di persone e 5 milioni di famiglie hanno dovuto limitare il numero di visite mediche o gli esami di accertamento per motivi economici (557mila persone, il 37 per cento in più rispetto al 2015). Lo dice il rapporto 2016 del Banco Farmaceutico “Donare per curare. Povertà sanitaria e donazione di farmaci”, presentato nel mese di novembre.

Ne affiora un bisogno di tutti, non solo di chi arriva nel nostro paese senza nulla. Un’emergenza di cittadini italiani, di famiglie, di bambini: c’è chi ha bisogno solo di farmaci, chi di esami clinici, chi di una diagnosi precisa. Nell’indagine spiccano, tra le cure a cui non si riesce a far fronte, soprattutto quelle dentistiche e pediatriche. Un tipo di prestazione che anche Opera San Francesco, grazie ai suoi medici e infermieri volontari, può garantire a tutti all’interno del suo poliambulatorio che svolge un importante servizio per la comunità cittadina andando ad agire lì dove la sanità pubblica non riesce ad arrivare.

Secondo i dati raccolti dal Banco Farmaceutico inoltre, nel 2016 è aumentata dell’8,3 per cento la richiesta di medicinali da parte dei 1.663 enti assistenziali sostenuti: le confezioni di farmaci richieste in occasione della Giornata di raccolta (che si è svolta il 13 febbraio) sono state 994mila.

Anche OSF opera per sanare questa emergenza: basti pensare che da gennaio a settembre i beneficiari del servizio distribuzione farmaci sono stati 11.492. Questo grazie a benefattori e semplici cittadini che li donano e ai volontari che si occupano di smistarli e controllarli nel poliambulatorio, pronti poi a consegnarli ai pazienti che ne hanno bisogno.
Un apporto concreto alla salute di tutti, un lavoro costante e quotidiano per garantire un bene primario, la salute.

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