A metà febbraio si è svolta presso il Teatro Rosetum a Milano la seconda parte del Convegno Volontari di quest’anno sul tema “Dal primo ascolto all’accompagnamento”.
È stato davvero interessante e coinvolgente ascoltare in viva voce i racconti dei Responsabili dei vari ambiti di OSF interessati: Poliambulatorio, Accoglienza, Fondo Prendiamoci Cura, Psicologia-Psichiatria, Area Sociale. Ci hanno mostrato come le persone che si rivolgono a noi, disposte a lasciarsi aiutare, vengono messe al centro di una rete di interventi qualificati per competenza e coordinati tra loro. 

È stato detto che la scelta di metodo fondamentale nella fase dell’accoglienza e dell’ascolto è quella di “inclinare l’orecchio del cuore” per creare uno spazio di relazione empatica e onesta con le persone, chiamandole per nome e valorizzando come un dono il loro vissuto, così come è.

Abbiamo ascoltato le storie di persone gravate da problemi complessi (di natura sanitaria, relazionale, economica, legale…) che in OSF hanno trovato una via per essere accompagnate passo passo a risolvere le loro difficoltà, attivando le competenze interne ad OSF e collaborando con tutti i servizi pubblici del territorio.
Sono risuonati nomi di fantasia dietro i quali abbiamo intravisto i volti di persone in carne ed ossa che hanno ritrovato una vita più serena.

Che bello capire che “professionalità” in OSF non è sinonimo di distacco freddo e burocratico ma significa “presa in cura” con passione, con responsabilità e precisione, e anche con il giusto coinvolgimento.
Sapere che ci sono tante storie che ritornano a finire bene mette le ali alla voglia di lavorare o di spendersi come volontari in OSF e sostiene la speranza che anche le situazioni più difficili, se affrontate nella maniera giusta e con gli strumenti giusti, possono evolvere per il meglio. 
Certamente alla radice di ogni ascolto e di ogni accompagnamento non può non esserci un po’ di amore per i singoli volti. 

Ce lo insegna fra Cecilio, che passava lunghe ore a condividere le storie di fatica, di fallimenti, di disperazione di tanta povera gente.
Fra Cecilio possedeva una sua “professionalità”. Nella sua semplicità cercava di risollevare e ridare speranza alle persone dicendo loro con i suoi occhi azzurrissimi e pieni di entusiasmo: “Lo sai che il Signore ti vuole bene?”. 

L’Amore per Fra Cecilio era la prima cura.

Grazie a tutti i professionisti che scelgono di lavorare in OSF, grazie a tutti i Volontari che condividono la mission di OSF con la stessa passione, grazie a tutti i nostri Donatori e alle Aziende che ci sostengono, grazie a tutti i Frati che sono oggi il volto di Fra Cecilio.

fra Marcello Longhi

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