Il Progetto Paziente Fragile di OSF si mette “in moto”

Un grande gesto di altruismo e di amore verso il prossimo è ciò che ha spinto dei coniugi della Provincia di Ascoli a donare a Opera San Francesco un mezzo che sia predisposto al trasporto di pazienti in carrozzina. Colpiti dalla dolorosa perdita del figlio 47enne, medico internista, la coppia ha saputo trasformare il proprio amore per il giovane, in aiuto concreto per chi ogni giorno ha bisogno di cure e assistenza medica e si rivolge al Poliambulatorio di OSF.

Questi genitori hanno scelto di ricordare il proprio caro e di sostenere Opera forse proprio per fare ciò che lui avrebbe fatto. Ci racconta infatti la madre: “Nella sua professione di medico, aiutava di nascosto i senza dimora in ospedale. Lui era fatto così. Aveva un forte attaccamento al dovere. Un incidente d’auto ce l’ha portato via ma è con noi in ogni piccolo gesto. Come quello che abbiamo dedicato a OSF e ai suoi pazienti”.

Anche i medici e tutti gli operatori di OSF lo ricorderanno: sul mezzo è riportata infatti una sua frase: “La cura che guarisce inizia sempre dal conforto e dall’amore”.

Ma come verrà utilizzata concretamente quest’auto speciale? All’interno del Poliambulatorio di via Antonello da Messina da quasi tre anni è stato introdotto il progetto Paziente Fragile, rivolto a due tipologie di persone con più bisogno di aiuto: quelle affette da patologie croniche e da polipatologie che si rivolgono ad OSF e non sono iscrivibili al Sistema Sanitario Nazionale, con l’aggravante di problemi psicologici, economici, sociali; e quelle che, pur avendo diritto al Sistema Sanitario Nazionale, sono in grave criticità sociale e/o economica, sanitaria, psicologica, associata alla povertà totale, e chiedono di essere prese in carico.

Questi pazienti hanno bisogno di un’attenzione particolare: counseling sociosanitario, visite specialistiche, cure post ricovero e accompagnamento all’interno della struttura a cui non riescono ad accedere in autonomia o ad altri centri medici dove sottoporsi a cure specifiche. Proprio per questo ultimo caso, il mezzo donato sarà utilissimo e permetterà di seguire con ancor più attenzione questi malati.

OSF, ancora una volta, può contare sulla vicinanza generosa e concreta di chi, seppur colpito profondamente, ha trovato la forza di dedicarsi agli altri e di farlo in modo così concreto e utile. Grazie al contributo di tutti i benefattori interessati al sostegno di questo progetto, si è potuto implementare una metodologia assistenziale che pone il paziente al primo posto.