Intesa Sanpaolo al fianco di OSF

Giovanna Paladino

Abbiamo parlato di questo bel progetto dedicato alle realtà che si occupano di aiutare il prossimo con la Dottoressa  Giovanna Paladino, Responsabile Segreteria Tecnica di Presidenza.

Con quali intenti nasce il Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo?
Il “Fondo di beneficenza e opere di carattere sociale e culturale” nasce come strumento attraverso cui Intesa Sanpaolo intende rispondere ai bisogni dei soggetti più fragili.  Le erogazioni sono volte a sostenere progetti realizzati da enti non profit che hanno come riferimento la solidarietà, l’utilità sociale e il valore della persona. Il Fondo rientra nella strategia d’intervento filantropico di Intesa Sanpaolo che, pur mantenendo le liberalità territoriali gestite a livello locale, ha scelto di avviare un disegno improntato alla crescita delle organizzazioni non profit, mettendo a disposizione le competenze della Banca e uno staff dedicato in aggiunta a risorse monetarie. Una chiara progettazione, l’identificazione di una traiettoria di cambiamento plausibile e la misurabilità dei risultati sono alcuni dei criteri che guidano l’operato del Fondo, anche con l’obiettivo di creare le condizioni necessarie all’affermazione di organizzazioni efficienti ed efficaci in grado di rispondere in modo sostenibile ai bisogni della comunità.

Quali sono le caratteristiche che un progetto sociale deve soddisfare per essere sostenuto dal Fondo di Beneficenza?
Un progetto, per essere eleggibile, deve innanzitutto avere lo scopo di contribuire al sollievo di problematiche sociali forti e di soccorrere le categorie in difficoltà – quali persone con disabilità, migranti o minori. In secondo luogo, l’ente proponente deve dimostrare, attraverso la propria storia e il proprio track record, di aver la competenza e la capacità per realizzarlo. Molto importante è l’analisi della metodologia prescelta per lo svolgimento delle attività, del processo di monitoraggio, dell’analisi dei rischi e l’efficacia nell’utilizzo delle risorse. Infine, la caratteristica principale di cui si tiene conto è l’impatto sociale che avrà il progetto, ossia il cambiamento reale che è in grado di generare nelle persone coinvolte e, in senso lato, nella società in relazione alla tematica affrontata, in modo che il contributo economico erogato diventi un vero e proprio investimento sociale. Per ciò che concerne in senso stretto gli ambiti e i problemi sui quali il Fondo mostra particolare sensibilità, il progetto deve essere conforme a quanto espresso nelle Linee Guida che sono liberamente consultabili sul sito.

Quale aspetto delle attività di OSF vi ha fatto propendere per il sostegno al suo progetto?
Intesa Sanpaolo si è impegnato con il Piano d’Impresa varato a inizio 2018 a realizzare il programma “ISP per i bisognosi”, attraverso il quale intende ampliare le iniziative in favore delle persone in stato di necessità, assicurando 10.000 pasti al giorno, 6.000 posti letto e 3.000 vestiti e medicine al mese entro il 2021. La Presidenza ha deciso di contribuire al raggiungimento di questi obiettivi attraverso il Fondo di Beneficenza, sostenendo alcune iniziative contro la povertà alimentare volte a garantire o incrementare il numero di pasti distribuiti da strutture caritative sul territorio nazionale. La scelta di OSF non è stata casuale: si basa in primis su una conoscenza reciproca ormai triennale; il Fondo ha, infatti, già sostenuto con soddisfazione un progetto pluriennale chiamato “Una giornata di accoglienza” realizzato dall’Opera. Di OSF apprezziamo il coinvolgimento di personale qualificato, la capacità di mobilitare un alto numero di volontari motivati e professionalizzati, la trasparenza e la precisione nella rendicontazione complessiva e dei singoli progetti. Particolarmente interessante è la valutazione che anno su anno effettua, con il supporto di Altis – Università Cattolica, del valore generato dalle proprie attività.

Come vengono monitorati i progetti sostenuti dopo l’erogazione del vostro sostegno?
Per quanto concerne le liberalità centrali, una volta ultimato il progetto, ne viene analizzata la rendicontazione, sia in termini di attività svolte e di risultati raggiunti in relazione agli obiettivi prefissati, sia di utilizzo delle risorse, con un controllo meticoloso dei giustificativi di spesa in relazione al budget dei costi presentato in fase di proposta. Per i progetti più rilevanti (erogazioni pari o superiori ai 100 mila euro) è anche prevista una valutazione d’impatto da parte di una Università selezionata e inserita in un panel, cui gli enti beneficiari possono rivolgersi in base all’ambito di attività del progetto.