Konrad, cadere e rialzarsi sempre

La vita di Konrad non è stata certo semplice, eppure lui dice di essere stato fortunato. È nato 59 anni fa in Val Pusteria, in provincia di Bolzano, “la più bella zona del mondo” racconta orgoglioso. Il suo mestiere è il cuoco, ha frequentato infatti la scuola alberghiera, ma ha anche lavorato nei supermercati per 26 anni, ne era il responsabile.

Il primo grande cambiamento avviene quando scopre di avere un tumore, un linfoma. Guarisce ma decide di dire basta allo stress e si trasferisce a Lucca dove ha gestito la ex villa Bertolli per 8 anni. Lo racconta come un periodo molto felice della sua vita ma un’altra malattia lo colpisce, mandandolo in crisi. La definisce “la ferita più grave dal punto di vista della salute, ho ancora degli strascichi: oggi ho una parte del viso un po’ storta”.

Non poteva più fare alcuni lavori pesanti anche dopo essersi ripreso e decide di andare a Milano e cercare lavoro come cuoco. “Sono uno che non molla. Ma nel primo posto di lavoro che ho trovato in un ristorante a Milano ho avuto dei problemi. Il datore di lavoro non è stato onesto, non mi ha pagato. E sono finito in strada. Non mi vergogno a dirlo. Per 2 anni sono stato senza lavorare. All’inizio mi sono sistemato in un appartamento datomi dal proprietario del ristorante, ma mi ha mandato via senza preavviso. Ho perso anche tutta la roba che avevo a Milano.

La svolta è avvenuta quando ho bussato la prima volta in portineria dai frati. Mi ha aperto un frate che mi ha detto, “C’è da mangiare da noi ma non da dormire”. Poi una signora avvocato mi ha aiutato insieme ai suoi figli a trovare un posto dove dormire e un lavoro.

Per 5 anni ho dormito in un ostello gestito da rumeni e mi sono trovato molto bene. Poi ho trovato lavoro con Inservio a tempo indeterminato. È la cooperativa che affianca OSF nella gestione della Mensa di corso Concordia. Quando ho cominciato a lavorare lì ho rivisto il frate che mi ha detto “Ma noi ci conosciamo, ci siamo già visti” e io ho pensato che San Francesco non mi aveva lasciato da solo.

La mia amica avvocato mi ha sempre detto “A passi piccoli, raggiungerai il tuo scopo” ed è stato così. Per 3 anni ho fatto il cuoco per i frati in OSF grazie alla cooperativa.

Poi ho conosciuto Salvatore, il cuoco di piazzale Velasquez sempre in ambito lavorativo, quando l’ho sostituito per le ferie e ancora oggi dico che mi ha salvato la vita. Ho avuto una polmonite settica e lui e Suor Simona mi hanno soccorso una mattina alle 7 quando sono caduto in cucina. Stavo malissimo. Mi hanno portato al Poliambulatorio. Poi all’ospedale dove sono stato per giorni in rianimazione.

Sono tornato al lavoro solo quando ho ripreso le forze, da 85 kg sono sceso a 69 dopo tutte queste malattie. Poi ho saputo che cercavano un aiuto cuoco fisso in Velasquez, ho provato a fare domanda e mi hanno selezionato, una gioia grandissima. Ora sono un dipendente di OSF.

Ho molto rispetto per i poveri che vengono da noi. Penso che tutti noi dobbiamo “vedere anche l’altra parte”, non solo noi stessi. I soldi servono a stare tranquilli, ma il cibo lo devono avere tutti. Ora ho anche una casa mia, mi sono sistemato. Non mi manca nulla”.