Lettera di fra Marcello

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Ho letto e riletto il Messaggio di Papa Francesco per la terza Giornata Mondiale dei Poveri che celebreremo il 17 novembre 2019. Il nostro Papa prende spunto da una frase del Salmo 19: “La speranza dei poveri non sarà mai delusa”.

Dopo aver fatto una analisi cruda e sincera delle cause della povertà di tante persone nel mondo, Papa Francesco ci invita a fare l’esperienza di “toccare la carne” del Signore che sceglie di identificarsi con il corpo dei poveri, con il volto umano di ogni persona che si trova a vivere in condizione di disagio e di privazione della propria dignità.

Questa espressione, “toccare la carne del Signore” mi ha graffiato il cuore e il cervello…
Ho ripensato all’ultima sera in cui ho mangiato nella nostra mensa di Corso Concordia. Mi sono seduto col mio vassoio ad un tavolo con due nostri ospiti. Mi sono sentito guardato con un po’ di timore, forse perché ero “il frate”…

Abbiamo scambiato qualche parola simpatica. Uno dei commensali mi chiede: “Dove dormi stanotte?” “Qui in convento”, rispondo io. “Sei fortunato! Io devo ancora decidere!”, accenna un sorriso, si alza, mi saluta e va a deporre il vassoio per poi uscire.
L’altro resta più silenzioso, mi guarda con occhi buoni, finisce di mangiare, saluta in un baleno e se ne va anche lui. Sono rimasto da solo al tavolo per qualche momento, e ho provato a immaginare di “mettermi nel corpo” dei miei due commensali.

Dove vanno a dormire una volta fuori dalla mensa? Come stanno di salute? Con chi chiacchierano prima di addormentarsi? In una casa o per strada? Come affrontano il giorno dopo? Quali desideri, quali obiettivi hanno in testa? Che cosa possono sperare per il loro futuro?
Scrive il Papa: “La speranza si comunica anche attraverso la consolazione, che sia attua accompagnando i poveri non per qualche momento carico di entusiasmo, ma con un impegno che continua nel tempo”(Messaggio, n. 7).

Imparare a contagiare la speranza, a consolare, ad accompagnare con fedeltà ogni giorno di ogni settimana…

“A volte basta poco per restituire speranza: basta fermarsi, sorridere, ascoltare. Per un giorno lasciamo in disparte le statistiche; i poveri non sono numeri a cui appellarsi per vantare opere e progetti. I poveri sono persone a cui andare incontro: sono giovani e anziani soli da invitare a casa per condividere il pasto; uomini, donne e bambini che attendono una parola amica. I poveri ci salvano perché ci permettono di incontrare il volto di Gesù Cristo” (Messaggio, n. 9).

I nostri ospiti ci permettono di incontrare il volto di Gesù, ci permettono di vedere il nostro stesso volto specchiato nei loro occhi: cosa farei io se mi trovassi al tuo posto, come vorrei essere trattato, come vorrei essere aiutato?

“A tutte le comunità cristiane e a quanti sentono l’esigenza di portare speranza e conforto ai poveri, chiedo di impegnarsi perché questa Giornata Mondiale possa rafforzare in tanti la volontà di collaborare fattivamente affinchè nessuno si senta privo della vicinanza e della solidarietà”(Messaggio, n.10).

Domenica 17 novembre le nostre mense saranno aperte e il pranzo sarà un po’ speciale: volete venire a pranzare con noi e i nostri ospiti? Prenotatevi qui!

firma fra marcello

fra Marcello Longhi