Nessuno sceglie di andare a vivere in mezzo alla strada

“Mi chiamo Gilberto e da 7 mesi vivo in mezzo a una strada. Vengo da una separazione, ho dovuto lasciare la casa dove vivevo. Prima ho girovagato un po’, senza fissa dimora, poi ho trovato OSF dove mangio, prendo i vestiti e faccio la doccia. Forse a breve avrò una possibilità di andare in un dormitorio e sarebbe un passo avanti. C’ho messo del mio per finire come sono finito, non lo nego. Ma spero ancora di risollevarmi.

Quando mi sono trovato in difficoltà, mi hanno mandato prima al mezzanino per il piano freddo e lì della gente mi ha consigliato OSF. Qui ho un buon rapporto con i frati. I volontari sono bravi, mi aiutano. Una volta a settimana mi faccio la doccia e ho l’intimo nuovo, una volta al mese mi cambio i vestiti. Ero gessista, nell’edilizia: 5 o 6 anni fa è iniziata la crisi, mi sono lasciato andare, e poi separato. Non ho la pensione, mi manca un annetto. Ho 66 anni, due figli, uno di 32 anni che convive e l’altro di 20 anni. Ho anche una nipote. Li sento, prima li vedevo anche, passavamo il sabato insieme.

Dormo in San Pietro all’Orto, siamo 7 o 8 con sacco a pelo e coperta. Non si sta male, ma con il materasso e un tetto starei meglio, certo. Le persone con cui condivido gli spazi sono conoscenti, vivono per strada come me. Dire che sono amici è troppo, è una parola grossa.

In OSF sono tutti cordiali, educati e gentili e ho rapporti buoni con tutti. Mi trovo bene.

Fino a un anno fa ero molto più egoista, ora che sono in mezzo ai “disperati” sono più generoso anch’io. Condivido pure l’unica sigaretta che ho adesso. Ho imparato tardi ma sempre meglio ora che mai.

Comunque, quando sentite dire a quelli come me che sono per strada per scelta, non credeteci, nessuno lo sceglie. Ma è difficile ammetterlo”.