“Non vedevo l’ora di andare in OSF e aiutare chi ne aveva bisogno”

mary city angels

Durante l’emergenza coronavirus, specie nei primi giorni di chiusura del paese, Opera San Francesco si è trovata ad avere delle difficoltà nella gestione di alcuni servizi, come il Servizio Docce. Il rischio era quindi quello di dover chiudere momentaneamente e privare così gli ospiti di un presidio importante, soprattutto per coloro che vivono per strada.
Nonostante questa difficoltà però Opera è riuscita a tenere attivo il servizio e l’ha fatto grazie anche all’aiuto giunto dai City Angels di Milano. Tra gli “angeli” che ci sono venuti in aiuto, abbiamo parlato con Mary che già conosceva Opera San Francesco.

“Il nostro responsabile ci ha chiesto di darvi una mano in Mensa e Docce, i servizi che più ne avevano bisogno e così abbiamo cominciato e abbiamo finito col trascorrere da voi 9 settimane consecutive. I compiti assegnateci sono stati vari e mi hanno permesso di capire come funziona tutto il meccanismo, l’organizzazione del servizio: ho aiutato al tornello, al pc per registrare gli ospiti, ho preparato e consegnato i kit per la doccia, distribuito i materiali del “negozio”.

Io sono una consulente di migrazione, quindi sono abituata a essere a contatto con queste realtà e con persone in difficoltà. Amo molto il contatto con l’altro e considero il mio lavoro come un viaggio che ha al centro l’essere umano. Quello in OSF l’ho considerato tale ed è stata per me un’esperienza unica e molto forte, accresciuta dalla paura per la situazione sanitaria. Io e gli altri City Angels ci siamo sentiti subito parte della squadra e ringrazio Marco (il referente nel periodo dell’emergenza) per questo che è stato il cuore pulsante di quella che io definisco una struttura in movimento.

Ci siamo impegnati molto perché tutti potessero usufruire del servizio ma abbiamo anche elargito sorrisi e incoraggiamento, indispensabili in questo difficile periodo. Ho sentito storie molto toccanti: in tanti poi avevano paura e non erano tranquilli pensando al virus. In queste settimane trascorse insieme ho avuto consapevolezza della forza che è in tutti noi e ho lasciato il cuore in OSF.

Specie mentre consegnavo gli abiti, ho chiacchierato a lungo con gli ospiti: la maggior parte ha bisogno di lavorare. Ho sentito anche storie di imprenditori che hanno perso tutto, e una persona in particolare che da 24 anni vive per strada, un’eternità. Il loro mondo spesso è racchiuso in un sacchetto. Di plastica.

Nonostante la situazione, difficile e nuova per tutti, ho però percepito molta positività negli ospiti che si sono dimostrati davvero collaborativi. Quando ci siamo salutati, qualcuno era triste, altri ci ringraziavano. Quella alle docce per loro non è solo l’occasione per lavarsi ma per godere di un momento di comunità. Io stessa molti giorni non vedevo l’ora di andare lì e aiutare, andavo anche prima dell’orario stabilito.

Ciò che fa OSF è qualcosa di grande: mette in campo tutte le forze possibili per aiutare gli altri”.

Mary e il suo “collega” Luciano ringraziano il loro coordinatore Koala che settimanalmente autorizzava la permanenza al servizio e il Presidente dei City Angels Mario Furlan.