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Fra Marcello posso rubarle un attimo?” “Ma certo, non sono mica il Papa…eccomi”.

Siamo alla Festa dei Volontari di Domenica 22, un frate e uno dei cinquecento volontari presenti.

“Ho capito che non gradisce essere chiamato così, ma visto che lei è il Presidente di OSF vorrei dirle che sono molto felice ed orgoglioso di essere entrato da poco a far parte di questa organizzazione, che forse farei meglio a chiamare “grande famiglia”. Io non sono credente, ma sono rimasto molto impressionato dalla passione e dalla qualità delle relazioni relazioni umane che ho constato tra i volontari del mio servizio e, me lo lasci dire, anche dalla sua commozione. Volevo solo dirglielo e ringraziare nella sua persona tutta OSF”.

Mi stringe molto vigorosamente la mano, mi saluta con un sorriso e si avvia al tavolo dove nel frattempo è arrivato il brasato con le patate.
Confesso che le sue parole mi hanno mandato un po’ in confusione…Avevo appena ringraziato i volontari dicendo che OSF non potrebbe sussistere senza di loro, che sono i volontari a rappresentare il volto accogliente di OSF.

A questo volontario ignoto avrei voluto dire una cosa in più, cioè che anche per noi frati OSF è un dono, è come una eredità umana che ci viene affidata perché la custodiamo e la facciamo crescere, o meglio la lasciamo crescere…Ma il volontario ignoto mi era sfuggito!

La sera, ripensando a quell’incontro, mi sono tornate alla mente alcune parole di Padre Maurizio che conservo nel cuore. Mi aveva appena confidato la gravità della sua malattia. Aveva colto nei miei occhi la paura di restare solo, il timore per il futuro di Opera senza di lui.
“Non spaventarti, Opera va avanti da sola…”

A distanza di qualche anno capisco il senso di quella frase, che al momento mi era sembrata un po’ misteriosa.

Nella misura in cui Opera San Francesco si lascia abitare dallo Spirito di Fra Cecilio, nella misura in cui questo Spirito infiamma la mente e il cuore dei suoi Volontari, dei suoi Frati, dei suoi Dipendenti, dei suoi Donatori, allora credo che si riveli come una entità davvero più grande delle singole persone che la abitano e che abbia una “forza familiare” più potente del contributo di un singolo membro!

Questa “identità intima” di Opera spero ci spinga a fare tutti la nostra parte a favore dei nostri poveri che, come diceva San Francesco, sono i nostri signori!
Infine, dopo aver letto su questa newsletter la testimonianza della nostra volontaria Anna, vi ricordo anch’io che è arrivato il momento di scegliere a chi destinare il 5×1000: donandolo ad OSF potrete confermarci la vostra fiducia e sostenere concretamente i nostri servizi rivolti alle persone in povertà. 

Vi ringrazio e vi abbraccio!

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fra Marcello Longhi

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