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Sono queste le prime parole degli angeli ai pastori che vegliavano armati per difendere le loro greggi dai furti notturni.

La paura di essere aggrediti li teneva svegli… Anche noi ci avviciniamo al Natale con il timore, più o meno confessato, di essere attaccati, invasi, depredati del nostro benessere faticosamente conquistato e della nostra sicurezza, coinvolti in una delle guerre a noi così vicine…
Questa paura sottile e crescente si insinua nei sentimenti, nei pensieri profondi e finisce per scatenare una reazione autoimmune che si chiama sfiducia.
Siamo tentati di farci del male, di non fidarci più dell’umanità, di non credere più che ci siano persone buone e oneste che abbiano sinceramente a cuore il bene comune, un destino buono per tutta la gente del mondo.
Viviamo davvero lo stesso stato d’animo dei pastori che erano preparati al peggio e in quella notte si aspettavano di tutto tranne che una buona notizia…

“Vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore”. (Vangelo di Luca, cap. 2 vers. 10b-11)

I pastori che temevano aggressori violenti si trovano davanti angeli disarmati e pacifici, che invece di depredare offrono una notizia gioiosa e meravigliosa: Dio non si vergogna di noi, Dio ha scelto come sua casa un corpo come il nostro, Dio ha fiducia in noi e mette nelle nostre mani un bambino inerme che è il suo Figlio amatissimo…
Ci sentiamo come trascinati a scavalcare la nostra paura, a rigettare la sfiducia e a lasciarci accendere dal sorriso del Bambino che ci chiede di sperare ancora, di accettare che l’Amore di Dio sia più intelligente della “ragion di stato” dei tiranni di questo mondo.
E allora possiamo lasciarci invadere dalla gioia, una gioia che può convivere con le lacrime, una gioia che non è generata solo dai nostri sforzi ma che ci viene donata e garantita da Colui che ci sostiene da sempre col suo Amore senza fine.

Soprattutto in questo Natale diventa indispensabile abbracciarci con gioia e confermarci nella speranza che l’Amore vince!
Più che mai in questo Natale Opera San Francesco è chiamata ad accogliere con affetto gioioso i suoi ospiti in povertà, per sostenere la loro speranza che non li abbandoneremo!
Nel volto dei suoi Dipendenti, dei suoi Volontari, dei suoi Frati Opera vuole continuare ad essere una fonte di fiducia in un futuro di pace e di solidarietà intelligente! 

Buon Natale di Gesù a tutti i nostri provvidenziali Volontari, a tutti i nostri preziosi Dipendenti, a tutti i Donatori e a tutte le Aziende che ci spingono avanti! 

Regaliamoci il sorriso estasiato di Francesco d’Assisi che nel presepe di Greccio stringe il Bambino Gesù nelle sue braccia!

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fra Marcello Longhi

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