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Mi chiamerò Lucia! 
La mia mamma mi aveva lasciata in Perù cinque anni fa per venire in Italia a cercare lavoro. Mentre stava partendo mi diceva che lo faceva per noi, per mettere via un po’ di soldi e dare un futuro a me e alla mia sorellina. Siamo rimaste con la nonna fino a quando la mamma ci ha scritto che potevamo anche noi venire qui. 

Mi è sembrato un sogno, ma è successo davvero che un giorno abbiamo potuto piangere in braccio alla mamma! 

Ho incominciato ad andare a scuola, bellissimo! Ma non riuscivo a capire le parole, pensavo di non essere intelligente come i miei compagni e le mie compagne… Piano piano mi sono trovata chiusa nel mio mondo, fatto di rumori confusi e di segni con le mani. Un giorno la mamma mi ha portata in un posto tipo l’infermeria della scuola: all’ingresso c’erano due signori grossi e tutti neri, ma avevano gli occhi buoni e mi hanno sorriso! Dentro mi hanno portata in una stanzetta pulita dove una signora vestita di bianco mi ha visitata e ha parlato tanto con la mamma. Io non capivo e cercavo di farmi spiegare dalla mia sorellina usando il nostro linguaggio segreto fatto di gesti con le mani. Ho capito che avremmo dovuto tornare un’altra volta. 

Alla seconda visita un signore vestito di bianco con la faccia simpatica mi ha messo delle cuffie sulle orecchie e ho sentito dei fischi, qualche volta fortissimi, altre volte debolissimi. Mi dicono che dobbiamo tornare ancora…
Torniamo ancora e questa volta mi mettono tipo della cera nelle orecchie per copiarmele. Ma a cosa serviranno le orecchie copiate? 

La quarta volta succede una cosa che non so come raccontare… Il signore vestito di bianco con la faccia simpatica mi fa sedere e mette nelle mie orecchie quelle orecchie copiate dell’altra volta, però più piccole con una scatolina piccolissima attaccata.
Poi va al computer e scrive dei numeri, schiaccia un tasto e… e io sento la voce chiara della mamma!!! Sento la voce della mia sorellina!!! Non sono più rumori confusi, come dei versi… Sento le parole una dopo l’altra, finalmente le labbra degli altri parlano proprio a me!!! 

Ero felicissima, finalmente ho sentito come suona sentirsi dire “Ti voglio bene!”. Adesso ci sento bene e sono molto migliorata anche a scuola. Vorrei dire grazie a tutti!”.

Non è un racconto di fantasia, è successo e succederà ancora al nostro Poliambulatorio.

I “due signori grossi e tutti neri” sono i nostri preziosi vigilanti, “la signora vestita di bianco” è una nostra pediatra volontaria, “il signore vestito di bianco con la faccia simpatica” è un nostro volontario audioprotesista. 

Le “orecchie copiate più piccole” sono due apparecchi acustici che ci sono stati donati e sono stati riadattati e riprogrammati per Lucia.

Grazie ai nostri medici volontari, grazie a tutto il personale medico e ai sanitari del Poliambulatorio, grazie a tutti i volontari e le volontarie agli Sportelli e all’Accoglienza, grazie ai nostri vigilanti così gentili e capaci. 

Grazie alla Mamma di Lucia che ha avuto fiducia in Opera San Francesco!

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