La nostra storia

DA SAN FRANCESCO ATTRAVERSO

FRA CECILIO SINO AI GIORNI NOSTRI:

UNA LUNGA STORIA DI

SOLIDARIETÀ E ACCOGLIENZA

 

Sono passati molti anni dal 12 maggio 1878 quando i primi frati cappuccini fecero il loro ingresso nel convento di Viale Piave. Nei decenni la portineria del convento è sempre stato il luogo dell’accoglienza e dell’ascolto: povertà materiali e spirituali hanno sempre trovato risposte concrete costruite in parole di speranza e gesti di carità attraverso la generosa fedeltà dei frati.

 

Fra Cecilio OSF Opera San FrancescoFra Cecilio Cortinovis (1885-1984) è uno di loro, anzi eccelle per la sua santità di vita. Uomo di Dio, di preghiera e di carità ha declinato nella quotidianità il comandamento dell’amore con una fedele dedizione verso i poveri e i bisognosi. Tutti senza distinzioni.

Povero tra i poveri esercitò per molti anni anche l’esercizio di questuante, bussando a ogni porta, domandando pane per i poveri e donando la sua parola e la sua preghiera.

È grazie a lui e alla generosità del dottor Emilio Grignani che nasce Opera San Francesco per i Poveri: due figure straordinarie che permettono di migliorare la qualità dell’accoglienza. La portineria del convento cede il passo a OSF: la nuova struttura è inaugurata il 20 dicembre 1959. La “minestra dei frati” diventa un pasto caldo consumato in un luogo protetto e accogliente.

Nel 1984 Fra Cecilio muore, ma la sua eredità spirituale è raccolta dai frati che continuano la sua opera. Anzi. Nel tempo l’insorgere delle nuove povertà, i grandi fenomeni migratori, la dilagante crisi economica chiedono a OSF di saper rispondere a nuove e vecchie esigenze.

 

I servizi crescono in qualità e quantità; l’attenzione ai poveri, la loro cura producono i trasferimenti delle attività in più centri. I cambiamenti nell’arco di circa vent’anni sono sostanziali. La fedeltà dei benefattori e l’impegno dei volontari accompagnano l’evoluzione di Opera.

C’è un fil rouge che lega la storia di Opera dall’inizio a oggi: sono le parole del Vangelo “gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. Nella consapevolezza di ciò che abbiamo ricevuto in dono c’è la dimensione del farci dono per gli altri, soprattutto i poveri.