Pubblicato il 28 Luglio 2026 Elio è un nostro ospite e frequenta da tempo i nostri servizi. Potremmo esagerare e dire che è “mite e umile di cuore”: effettivamente non ha mai avuto comportamenti di pretesa violenta, è sempre gentile e buono con noi di OSF e con gli altri ospiti.Vive per strada e ha il dono di disegnare e dipingere quello che il suo cuore vede. E le sue opere comunicano serenità e speranza. Viene travolto da un’auto e finisce in fin di vita in pronto soccorso. Lo salvano, ma non camminerà più. E soprattutto non sa se potrà ancora dipingere. In questo tempo dove la nuova morale pubblica e privata sembra sia diventata il “nicinismo”, neologismo che unisce nichilismo e cinismo, la storia di Elio viene classificata come “roba de barbùn”: lascia stare, la solita storia del solito sfortunato che non impietosisce più nessuno.Sono andato a trovarlo nella struttura in cui è ricoverato e, come mi ha visto, mi ha riconosciuto e ha abbozzato un sorriso particolare: l’emiparesi che gli è rimasta fa la sua parte.Parlando con la poca voce che gli resta mi ha raccontato degli amici e dei volontari di OSF che gli stanno vicino. Persone che ha conosciuto in Chiesa, volontari della nostra Mensa che lo conoscono da anni.E così scopro che queste persone si sono interessate alla sua vicenda appena dopo il suo incidente: c’è chi ha messo a disposizione la sua competenza professionale, chi lo va a trovare più volte alla settimana, chi si è offerto di lavargli la biancheria.Nomi preziosi, che Elio ricorda e pronuncia piano piano…Mentre ascoltavo questi nomi mi sgorgava nel cuore un senso di meraviglia e di gratitudine per queste meravigliose persone che si stanno prendendo cura di lui per decisione propria e spontanea, anche se non “organizzata”…Il nostro colloquio procede con qualche fatica. Elio mi chiede sottovoce: “Ma durante le vacanze come sarà per me?”. “Chi ti vuole bene continuerà a esserci, non avere paura!”.Confesso che non mi era ancora capitato di mettermi nei panni di un senza fissa dimora che passa le vacanze in un ospedale, sapendo di dover dipendere in tutto da altri che lo accudiscono senza essere nemmeno parenti.Come è magnifica questa umanità, questa rete di solidarietà che in un silenzio pieno di eleganza civile e di tenerezza renderà meno pesanti i mesi estivi di Elio!Questa è l’umanità più progredita che conosco! Alla fine ci siamo salutati, gli ho promesso che sarei tornato a trovarlo.“Buone vacanze!” mi sussurra Elio. Io non riesco a rispondergli niente… È lui che mi leva dall’imbarazzo e mi dice: “Dai che se non mi lasciate da solo saranno vacanze buone anche per me!”.Grazie agli amici di Elio, grazie ai Volontari di OSF che lo accudiscono, grazie ai nostri Dipendenti e a tutti i nostri Donatori e alle Aziende che continueranno ad esserci per i nostri poveri anche durante le vacanze!fra Marcello Longhi