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Opera San Francesco per i Poveri
Opera San Francesco per i Poveri
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Luglio 2009

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

Caro Amico, cara Amica,
abbiamo da poco iniziato le celebrazioni per i cinquant'anni di presenza di Opera San Francesco per i Poveri: dati, statistiche, racconti, eventi, foto ingiallite ricordano il vissuto di Opera in mezzo secolo di attività. "Una storia di accoglienza" dove si è sempre cercato di ascoltare e aiutare i molti poveri che per mille ragioni hanno bussato alle nostre porte.

Molti di loro sono senza dimora, la strada è la loro casa. Opera San Francesco in questi anni ha rappresentato la "casa dell'accoglienza e della carità". Si sono sentiti accolti, hanno trovato un luogo dove le esigenze primarie del cibo, dell'igiene e della cura medica hanno trovato una risposta.

OSF in questi ultimi anni ha investito molto sull'impianto informatico e ad ogni utente viene data, ormai da tempo, una tessera magnetica che consente di accedere ai servizi. Non posso nascondere i vantaggi di questo prezioso strumento soprattutto in termini di qualità del servizio. La tessera rappresenta per i nostri ospiti una sorta di "chiavi di casa" che permette di entrare nella loro casa che è Opera San Francesco e di poter fruire di quelle attività fondamentali che in ogni casa si svolgono.

Oggi per molti la casa rappresenta un grave problema. Spesso insormontabile. È la carità, peraltro intimamente congiunta con la giustizia, che vuole una casa. La vuole per tutti, a cominciare da quanti non l'hanno: non l'hanno fisicamente, perché senza dimora, o non l'hanno in un senso ancora più profondo, perché sradicati da tutto e da tutti, persino da se stessi. Sono davvero gli ultimi.

La casa è necessaria: come luogo per abitare, e dunque per essere protetti e sicuri, e come luogo per crescere insieme, ossia come uomini e donne riconosciuti e stimati nella loro dignità personale: una dignità assolutamente identica a quella di tutti, in particolare di quanti siamo soliti chiamare " i fortunati" nella vita.

Se c'è questa stima per la dignità di ogni essere umano, senza nessunissima discriminazione, non può non nascere e non crescere l'amore, che si esprime nell'accoglienza, nell'aiuto concreto, nella condivisione, a cominciare dagli elementi essenziali per vivere una vita umanamente degna.

Certamente Opera San Francesco è una casa dove "abitare", ma non per sempre. L'ospitalità che offre è per affrontare l'emergenza, le diverse forme di emergenza, in particolare le più gravi, ma questo in ordine di assicurare, con la casa e il lavoro, opportunità concrete per uscire dall'emergenza.

Infatti, se si lascia la strada, non si può ritornare sulla strada. Certamente perché ciò avvenga è necessario che ognuno - soprattutto l'istituzione pubblica e il mondo finanziario - faccia la sua parte. OSF garantisce l'ospitalità temporanea, ma non è in grado di garantire casa e lavoro a quella moltitudine di persone che ogni giorno la frequentano.

Ma la prima casa dove accogliere i poveri è il nostro cuore: lì veramente devono sentirsi a "casa loro" perché accolti e non rifiutati, amati e non sopportati o peggio odiati o respinti.

 

      padre Maurizio Annoni

 

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Luglio 2009