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Opera San Francesco per i Poveri
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Dicembre 2009

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

Caro Amico, cara Amica,
sono stati diversi e significativi gli eventi che in questi ultimi due mesi hanno caratterizzato la vita e le attività di Opera San Francesco che celebra 50 anni di storia. Una storia di accoglienza che ha visto e vede OSF capace di ascoltare e aiutare le povertà che si presentano ogni giorno e che attendono risposte concrete.

La storia di questi giorni ci consegna un evento importante per OSF: l'apertura e l'inaugurazione del nuovo Centro di raccolta in Via Vallazze 113.

Possiamo affermare che è stata un'apertura "sudata": infatti da anni cercavamo un luogo che fosse rispondente alle nostre esigenze. La ricerca si è protratta nel tempo ma la pazienza è stata premiata e oggi possiamo goderne i frutti.

Anche se le dimensioni e le caratteristiche sono quelle di un capannone industriale, per noi di OSF vuole essere un luogo vivo, ricco della presenza di molti volontari che donano il loro tempo per mettere in pratica una delle opere di misericordia corporali "vestire gli ignudi".

La ristrutturazione è piaciuta a tutti; la grandezza e la luminosità del luogo, la suddivisione degli spazi, le centinaia di metri di scaffalature permettono di svolgere le attività di raccolta, di selezione, di riparazione e di stoccaggio di migliaia e migliaia di capi di vestiario.

Mi piace sottolineare due aspetti. Innanzitutto il benefattore che si recherà a portare il suo personale aiuto troverà persone che lo accoglieranno e, se lo vorrà, potrà avere informazioni sul Centro di raccolta e anche sul servizio di Opera San Francesco. L'accoglienza del benefattore non è un semplice dettaglio. Volontari e donatori si incontrano per mostrare insieme il volto della generosità e il loro senso di appartenenza a OSF. È per dirsi l'un l'altro "gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date".

Un secondo aspetto. Il lavoro svolto dai volontari nel Centro di raccolta è nascosto e silenzioso. Pochi si accorgono della loro presenza e servizio. Non hanno rapporti con i poveri. Ma con il loro impegno contribuiscono a rivestirli di abiti puliti e decorosi, affermando il concetto di dignità della persona. Spesso chi visita la nostra Mensa nota che gli utenti non vestono panni stracci o sporchi. Nella mente di molti sono ancora stampate le immagini dei poveri che indossano abiti logori o a pezzi. È anche grazie al lavoro di selezione e di pulizia da parte dei volontari che, chi non ha nulla, può rivestirsi di quanto necessario per farlo sentire meno diverso e più integrato nella comunità civile.

Anche l'informatica ha sostenuto l'organizzazione di questo settore di OSF: infatti l'introduzione di un programma di gestione del magazzino consente di conoscere in tempo reale le giacenze della distribuzione per lanciare quando sia necessario, appelli per donazioni di beni urgenti e importanti per chi non ha nulla. Penso all'incipiente freddo, il bisogno di coperte , sacchi a pelo, giubbotti&chiede una risposta. L'"emergenza freddo" è alle porte!

Fra Cecilio e tante altre eroiche figure di questuanti giravano per città e campagne chiedendo per i poveri e invocando la benedizione del Signore sui donatori. Oggi la figura del questuante è quasi scomparsa. Rimane ancora viva quella del benefattore che nel suo generoso gesto vede realizzarsi le parole che Fra Galdino, frate questuante immortalato dal Manzoni, dice ad Agnese e Lucia: "Noi siamo come il mare, che riceve acqua da tutte le parti e la torna a distribuire a tutti i fiumi".

Centro di raccolta: sì, perché l'attenzione è per loro, per i poveri, che raccolgono nelle loro mani amore e generosità di volontari e donatori.

 

      padre Maurizio Annoni

 

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