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Opera San Francesco per i Poveri
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Marzo 2010

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

Caro Amico, cara Amica,
nella ricchezza dei segni liturgici della settimana santa assistiamo il giovedì alla lavanda dei piedi.
Si rivive quanto Gesù fece ai suoi discepoli: il Figlio di Dio compie il gesto tipico degli schiavi, dimostra fin dove si spinge il suo amore. Gesù è colui che serve perché il Figlio dell'uomo è venuto per servire e non per essere servito e per dare la sua vita per tutti. Il gesto non è soltanto un segno del dono di sé, ma è anche un esempio. È lo stesso Gesù che dice: "Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l'esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi".

Per Cristo il comandamento dell'amore è l'invito ad agire come agisce Dio, cessa di essere un obbligo e un dovere, per diventare necessità di vita e partecipazione alla stessa vita di Dio che è Amore. Un comandamento che ci dona infiniti fratelli e sorelle e ci insegna che il vertice stesso della vita cristiana è un amore che non seleziona i suoi oggetti d'amore.

Eppure la nostra esperienza è un'altra: l'amore umano, la simpatia, l'amicizia selezionano.
Ho simpatia per molti, amicizia per pochi, amore per pochissimi. Tutti gli altri, soprattutto i più scomodi o fastidiosi, sono all'esterno, fuori, alla periferia del cuore. Amare come Cristo significa non escludere nessuno. L'altro mi riguarda, appartiene alle mie cure, è iscritto nei miei pensieri. Non si amano gli uomini genericamente. Si ama quest'uomo, si amano le persone una per una, storia per storia, viso per viso, chiamandole per nome. Amare per primi, amare senza aspettare il tornaconto. Chi ama dà la vita.

Spesso pensiamo che il contrario dell'amore sia l'odio. Il contrario dell'amore, la vera linfa vitale del male di questo mondo, è l'indifferenza, che toglie la vita all'altro. Fare il bene, agire con amore come obiettivo quotidiano e progetto di vita, questo ci chiede il Signore. Amare gli altri non quando capita, quasi che amare sia una toccata e fuga. Solo allora ameremo come Gesù, come il Padre che fa splendere il sole sui buoni e sui cattivi, e va in cerca del figlio smarrito, di colui che non si lascia amare. Ad ogni gesto di amore, il mondo sarà più bello. Dio dice: "Ecco, io faccio nuove tutte le cose". E noi saremo le sue mani e il suo cuore.

A tutti voi della grande famiglia di Opera San Francesco il mio più caro augurio di Buona Pasqua. "Come io ho amato voi": il suo amore si rende visibile nella croce gloriosa e nella risurrezione; "amatevi gli uni gli altri": il nostro amore si rende visibile nei gesti semplici e concreti di carità. Qualunque cosa tu faccia, falla come farebbe Cristo. Auguri!

 

      padre Maurizio Annoni

 

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