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Opera San Francesco per i Poveri
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Settembre 2011

INTERVISTA A DANIELE GROSSO: 'DIVENTARE VOLONTARIO PER ME È STATA UNA RINASCITA'

Daniele Grosso, volontario di Opera San Francesco, racconta a cuore aperto come sia rinato facendo volontariato. Collabora dal 2010 come autista e addetto al Centro raccolta e ci rivela con gioia le motivazioni che lo hanno portato a scegliere di donare il suo tempo a chi ha realmente bisogno.

Pensionato di Cusano, vedovo da diversi anni, si occupa delle sue tre figlie e della casa. E' diventato un bravo cuoco perché la cucina è una sua passione, tanto che in Opera San Francesco era interessato a collaborare per la cucina di OSF, ma il suo impegno di volontario va in un'altra direzione infatti svolge principalmente la mansione di autista insieme ad altri 5 volontari. Le loro attività consistono nel ritirare le merci e consegnarle alle varie sedi di OSF.

Oltre al servizio come autista Daniele fa il volontario al Centro raccolta: risponde al telefono alla reception, accoglie i donatori che portano borse stracolme di vestiti e medicinali, controlla e smista i capi di vestiario e "siccome sono grande e grosso (ndr non solo di nome ma anche di fatto!) mi fanno spostare la merce in magazzino". I beni stoccati nel capannone sono poi trasferiti e destinati ai servizi docce, guardaroba e all'ambulatorio medico.

Alla domanda - come ha conosciuto OSF - risponde sorridendo: "Un giorno per radio hanno fatto un servizio sulle opere di volontariato a Milano e da qui ho conosciuto Opera San Francesco. Ho ascoltato attentamente e ho pensato che quella realtà fosse adatta alle mie esigenze. Poi girando per Milano ho visto i poster pubblicitari di Opera, quelli che rappresentano un uomo e una donna protesi in un gesto di accoglienza. Così mi sono detto: ma sì, ci vado e ci provo".

Tutto è cominciato circa un anno e mezzo fa e "ho iniziato il giorno del mio compleanno il 26 marzo 2010 e per me è stato come rinascere una seconda volta". Dopo molti anni di lavoro Daniele si sentiva stanco e logorato. Raggiunto il pensionamento ha detto a se stesso "non voglio più fare un'ora di lavoro per reddito, preferisco spendere il mio tempo per chi ha realmente bisogno facendo anche un lavoro che mi piace".
Ad OSF ha trovato un'atmosfera accogliente: "vieni in quest'ambiente e tutti sono tranquilli, sereni e lavorano per il bene di qualcun altro".

Ha iniziato prestando servizio presso il Centro raccolta e ha partecipato a varie attività come Il Pane di OSF, il trasloco dal vecchio ambulatorio a quello nuovo in via Antonello da Messina, fino a svolgere l'attività di autista. Con gioia e dedizione conclude: "è un anno e mezzo che faccio questa attività di volontariato e mi piace tanto anche perché mi sono trovato con un gruppo di persone con le quali mentre si lavora ci si scambia idee, vedute. In OSF ci sono persone veramente in gamba".

 

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