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Opera San Francesco per i Poveri
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Home / Comunicazione / News / La testimonianza di Alessia, volontaria per il Banco Farmaceutico

Febbraio 2012

LA TESTIMONIANZA DI ALESSIA, VOLONTARIA PER IL BANCO FARMACEUTICO

"Questa è nuova" ho pensato all'arrivo dell'e-mail di Stefania con l'invito a dare la disponibilità per l'iniziativa del Banco Farmaceutico dell'11 febbraio che prevedeva una raccolta di medicinali in varie farmacie di Milano da destinare all'ambulatorio di Opera San Francesco.

Non che morissi dalla voglia, ma la disponibilità era richiesta per un sabato in cui, caso strano, non avevo accumulato impegni di sorta; ho quindi risposto indicando il tardo pomeriggio di sabato, venendo alla fine destinata alla farmacia di via Silva 39.

"Oggi butta male" è stata la prima considerazione, uscendo dalla metropolitana di piazzale Lotto, crocchiante di neve rappresa, "malissimo, anzi". Cielo d'acciaio, temperatura siberiana, zona residenziale semiperiferica, zero gente in giro; fortuna che il tragitto per la farmacia è breve e privo di complicazioni, perché una volta istradata non avrei saputo davvero a chi chiedere e le due anime che alla fine riesco ad incrociare sono gentili, ma imbacuccate fino agli occhi e con una gran fretta di raggiungere casa propria, altro che acquistare farmaci da regalare al Banco.

In avanzato stato di congelamento arrivo e trovo la farmacia prevedibilmente deserta, salvo le farmaciste, i volontari del Banco e Annalisa, la volontaria di cui ho preso il posto, nonché la pettorina del Banco, completando la mise con il badge di OSF, in modo tale che chi donava i farmaci potesse essere informato sulla loro destinazione.

Ma chi avrebbe acquistato i farmaci per il Banco in un giorno artico in cui l'influenza infuria? Arrivo anche a chiedermi: perché l'11 febbraio? Una lampadina mi si illumina e mi ricordo che questo giorno celebra la Madonna di Lourdes e la Giornata del Malato. Vabbè, speriamo nella Madonna e stiamo a vedere.

Gli avventori sono sempre pochi ma la maggior parte di loro alla consegna del volantino dice la stessa identica cosa: "Sono venuto apposta", "siamo usciti proprio per questo", "ah, se non era per questo me ne stavo a casa!". Come la coppia distinta di mezza età che malgrado il freddo ci incoraggia con le sue parole: "Oh! Finalmente! è da due ore che giriamo per farmacie: le altre dove siamo andati non facevano il Banco!"; acquistano per noi più di trenta euro di medicinali.

Idem una signora minuta e fragile, avvolta in numerose sciarpe: "Meno male che qui ci siete&".

La sorpresa della giornata è un giovane sulla trentina, dall'aspetto il classico personaggio rampante da cui ti aspetti al massimo un gesto scocciato; invece, quando Gabriele gli va incontro timidamente per illustrargli la faccenda, ci piomba addosso come un'aquila: "Sono qui per questo! Quali sono i farmaci?".

Glieli mostriamo: Aspirina, Tachipirina, sciroppi per la tosse, Voltaren, Cibalgina, tutti i farmaci rigorosamente da banco di cui il poliambulatorio ha manifestato la maggiore necessità, illustrata da una statistica esposta presso il nostro banchetto.

"Bene. Ne voglio per cento euro", dice il giovane.

Ammucchiamo in fretta un farmaco per qualità e diverse confezioni di sciroppi per la tosse - i più costosi; parte la mitragliata di scontrini.

"Ma questi sono sessanta!" piove dal banco "Avevo detto cento! Ancora, ancora!".

È impossibile fare cifra tonda: "Centotre: cosa facciamo?" chiede titubante la farmacista.

"Lasci, lasci" esorta lui prima di snocciolare centotre euro, stringerci la mano e uscire dal negozio.

Le persone che si sono fermate al banchetto sono per lo più coloro che, spinte da una necessità personale, sono venute in farmacia, hanno comprato un farmaco e magari quello stesso che hanno acquistato per sé lo hanno regalato al Banco.

I volantini di OSF che abbiamo messo sul tavolo non sono serviti, perché quasi tutti conoscono OSF e ripetono "non mi serve; la conosco bene&!".

Arrivano le 19; a negozio chiuso, viene investita in farmaci un'altra bella somma: la titolare della farmacia, bloccata a casa dall'influenza e non paga di aver contribuito lasciando il negozio aperto il sabato pomeriggio apposta per noi, ha dato mandato alle sue dipendenti di battere altri farmaci come contributo personale.

I medicinali per OSF vengono inseriti nel sistema informatico del Banco Farmaceutico e, dopo aver dato fondo alle scorte di Tachipirina, la farmacia chiude i battenti.

Tento un bilancio della giornata. Due ore di presenza, solo due avventori usciti senza darci niente, questo è il mio bilancio personale – in rosso.

242 farmaci raccolti nel corso della giornata presso la farmacia Tacchella; gli ospiti di OSF che li riceveranno nei prossimi giorni; il pomeriggio di lavoro supplementare delle farmaciste; la giornata dei volontari del Banco; la Dott.ssa Tacchella a casa con l'influenza, che ci lascia campo libero e ci regala i farmaci pagandoli come se fosse una cliente qualunque, anziché la titolare; le quaranta e più persone gentili e generose che ho avuto l'opportunità di incontrare, con tutte le loro storie; moltiplica il tutto per enne farmacie& e il bilancio, anche quello personale, torna in verde smagliante!

Alessia, volontaria al servizio accoglienza di OSF

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