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Opera San Francesco per i Poveri
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Gennaio 2013

ACQUA: UN BENE A DISPOSIZIONE PER TUTTE

"È davvero benvenuta la doccia femminile! Nonostante la mancanza di spazio, il desiderio di offrire anche alle donne un sollievo almeno temporaneo per ciò che oggi è alla portata di tutti ha fatto trovare una soluzione intelligente e il servizio, avviato a giugno 2011, nel 2012 ha fornito circa 1600 docce. Dopo l'iniziale passaparola che ha fatto crescere le richieste, vedo che oggi l'affluenza mensile tende a rimanere stabile: significa che c'è una certa regolarità e la doccia è un appuntamento al quale non si rinuncia.

La mia storia con OSF è cominciata più di dieci anni fa, nel 2001, quando ho smesso di insegnare e sono andata in pensione. Dopo 35 anni passati in mezzo ai ragazzi che mi hanno dato tantissimo, ho voluto vedere se ero capace di dare io qualcosa: e ho fatto domanda a OSF, che conoscevo perché ricevevo regolarmente i bollettini per le donazioni. Così ho cominciato: guardaroba, mensa, e oggi alle docce donne sono volontaria un giorno alla settimana (due se servono sostituzioni come in questo periodo) dalle 9.30 alle 12, anche se gli orari sono elastici, perché d'estate ci vuole poco a spogliarsi e rivestirsi, ma d'inverno...

All'accoglienza devo controllare la data sulla tessera: chi arriva ormai lo sa, mi presenta la tessera, sa che è il suo giorno; può magari capitare che qualcuna debba andare in ospedale e presenta un certificato medico, in quel caso chiudo un occhio. Poi chiedo la taglia e consegno l'asciugamano e il cambio nuovo di intimo femminile; d'inverno quando c'è la possibilità si aggiungono sciarpe, cappelli, guanti e scarpe. Tutto viene registrato. A questo punto accompagno alla doccia, quando escono controllo che il bagno sia, come deve essere sempre, pulito; casomai si passa lo straccio. C'è molto più traffico alle docce uomini, dove i numeri sono ben diversi e ci sono addirittura 5 volontari per turno (là io sono referente un altro giorno alla settimana); dalle donne la situazione è più semplice e una persona basta.

Col passare del tempo si instaura un rapporto confidenziale con chi viene alle docce (persone di ogni etnia ed età, nella maggior parte ucraine e rumene e dei Paesi dell'Est, anche se non mancano le nostre connazionali), ci sono sempre scambi di idee, battute, gesti affettuosi; chi si offre da interprete con le nuove arrivate per farle sentire a proprio agio e naturalmente molta collaborazione verso le mamme coi figli piccoli. Queste cittadine del mondo si intrattengono fra di loro in attesa del proprio turno; anche questo è un modo per dimenticare per un momento la sofferenza, i problemi quotidiani, la lontananza dal proprio Paese. A me il contatto umano piace. Ecco perché faccio la volontaria: se vedo che qualcuna ha preferenza per una certa maglietta, una sciarpa, posso offrire una possibilità di scelta e quel sorriso, quel grazie che ricevo, a me hanno detto tutto".

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Gennaio 2013