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Marzo 2014

SOTTO IL TETTO DI OSF: I PROGETTI DI RESIDENZIALITÀ ASSISTITA

Il servizio sociale di OSF gestisce, oltre allo spazio di segretariato sociale, il progetto di Housing Sociale che accoglie le persone in abitazioni messe a disposizione in comodato gratuito sulla base di specifici progetti di autonomia. Il percorso prevede l’inserimento abitativo temporaneo degli ospiti, in uno degli alloggi gestiti da OSF e la costruzione di un progetto di autonomia personalizzato. Quando si raggiunge l’autonomia la persona è in grado di progettare la propria vita compiendo scelte razionali, di trovare soluzioni ai problemi della vita quotidiana, di entrare in relazione con gli altri e partecipare alla vita sociale.

Nel 2013 gli alloggi disponibili erano 14 e gli utenti che vi sono stati ospitati 26; si tratta di persone che hanno vissuto eventi fortemente destabilizzanti quali la perdita del lavoro, l’assenza di un’abitazione adeguata, il fallimento del progetto migratorio, nel caso degli stranieri giunti in Italia.
La maggior parte di questi sono singoli, sia italiani che stranieri, ma sono presenti anche molti nuclei familiari con figli minori oppure donne sole con figli.
In riferimento a quest’ultima categoria, si tratta di persone molto attive che hanno richiesto, e che tuttora richiedono, un supporto relazionale, economico e abitativo sulla base di carenze riguardo la propria condizione di madre e donna.

Sono molti i casi di persone singole ospitate nel 2013 con problematiche legate alla salute, come la necessità di una stabilità abitativa per poter fare un trapianto, alla necessità di avere un supporto nella costruzione di una rete sociale o nell’attivazione di un percorso psicologico oppure di supporto legale. Grazie alla presenza di una relazione di reciprocità tra gli ospiti e gli operatori è possibile costruire un percorso di reintegrazione e rieducazione rispetto ai diversi aspetti della quotidianità.
Questo è stato possibile anche grazie all’inserimento, proprio nel 2013, del servizio pedagogico allo scopo di valutare casi differenti da quelli che venivano tradizionalmente inseriti negli alloggi e avviare percorsi di seconda accoglienza abitativa tramite nuovi strumenti e metodologie ancora più vicine e personalizzate rispetto alle particolarità ed esigenze degli utenti.

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