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Opera San Francesco per i Poveri
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Settembre 2014

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

Uscendo dalla Basilica Superiore di San Francesco in Assisi una curata siepe disegna nel verde la parola “pax” (pace).
Non è solo un particolare decorativo, ma richiama il messaggio evangelico della pace e come Francesco abbia interpretato il profondo significato della beatitudine “Beati gli operatori di pace perché saranno chiamati figli di Dio”.

Oggi spesso siamo richiamati a pregare per la pace, in contesti dove guerre, violenza, terrorismo seminano terrore, morte e distruzione. Le immagini televisive riportano ogni giorno scenari di conflitti dove la sofferenza colpisce la vita di tante persone, bambini, famiglie, anziani. Conflitti dove le rivalità (e anche drammaticamente l’odio) scava trincee tra uomini e donne diversi solo per l’etnia, o la fede religiosa o per atavici contrasti. Dalla striscia di Gaza, all’Ucraina, all’Iran, alla Nigeria, alla Libia…l’elenco è lungo; le notizie di cronaca hanno purtroppo reso familiari tanti posti di questi paesi. Non a caso Papa Francesco nell’ultimo accorato appello durante la visita a Redipuglia (il 13 settembre) dichiara apertamente che “la guerra è una follia” e parla dei motivi che portano allo scontro bellico: “Anche oggi le vittime sono tante… Come è possibile questo? E’ possibile perché anche oggi dietro le quinte ci sono interessi, piani geopolitici, avidità di denaro e di potere, c’è l’industria delle armi, che sembra essere tanto importante! E questi pianificatori del terrore, questi organizzatori dello scontro, come pure gli imprenditori delle armi, hanno scritto nel cuore: «A me che importa?»”.
Dobbiamo passare dal “a me che importa?”, segno di indifferenza e di disprezzo nei confronti dell’altro, a costruire la pace partendo dalla preghiera, consapevoli che siamo deboli e abbiamo bisogno della grazia del Signore per essere uomini e donne di PACE!

La preghiera per la pace non è un elemento che “viene dopo” l’impegno per la pace. Al contrario, essa sta nel cuore dello sforzo per l’edificazione di una pace nell’ordine, nella giustizia e nella libertà. Pregare per la pace significa aprire il cuore dell’uomo all’irruzione della potenza rinnovatrice di Dio.
Dio, con la forza della sua grazia, può creare aperture per la pace là dove sembra che vi siano soltanto chiusure e ostacoli; può rafforzare e allargare la solidarietà della famiglia umana nonostante le lunghe storie di divisioni e di lotte. Pregare per la pace significa pregare per la giustizia, perché troppe sono ancora le ingiustizie sociali di cui soffre la nostra società e che spesso causano tensioni e conflitti.
Vuol dire anche pregare per la libertà, specialmente per quella religiosa, che è un diritto fondamentale di ogni individuo. Pregare per la pace significa pregare per ottenere il perdono di Dio e per crescere al tempo stesso nel coraggio che è necessario a chi vuole a propria volta perdonare le offese subite.

Opera San Francesco vuole portare a tutti il saluto di pace che Fra Cecilio ci consegna: “Sai che il Signore ti vuole bene?”. Da questa certezza - l’amore di Dio che non esclude nessuno – cresce e si sviluppa la ricerca della pace nella giustizia e nel perdono.

Fraternamente

padre Maurizio Annoni

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