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Opera San Francesco per i Poveri
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Novembre 2014

PRONTI I PRIMI 100 OCCHIALI DA VISTA!

L’idea, come tutte le cose geniali, è semplice. Si tratta di mettere in fila esigenze e disponibilità e il gioco è fatto.  Ci vuole solo una buona organizzazione del processo per ottenere il risultato: in questo caso, controllo della vista con tutte le attrezzature più avanzate e occhiale correttivo. A costo zero.
Per farlo, si sono seduti insieme intorno ad un tavolo l’Università degli Studi di Milano Bicocca con il patrocinio del Comune di Milano, Federottica (Associazione Federativa Nazionale Ottici Optometristi), Luxottica e Hoya Lens Italia. Disponibilità di pazienti non manca certo: i primi cento sono stati individuati metà dal Comune e metà da Opera San Francesco.

L’Università – ha detto il rettore di Milano-Bicocca, Cristina Messa – ha tra i suoi obiettivi quello di impegnarsi in iniziative rivolte al sociale. Questo progetto unisce ricerca, didattica e collaborazione con le aziende, per offrire benefici e sostegno a chi ne ha bisogno; inoltre, precisa Antonio Papagni, coordinatore del corso di Laurea in Ottica e optometria, il percorso formativo degli studenti è arricchito e valorizzato in quanto le metodologie e le conoscenze acquisite sono applicate a una casistica più ampia di persone e più aderente alla realtà professionale.
Così è stato messo a punto il calendario delle visite, iniziate ai primi di ottobre: dopo il passaggio al poliambulatorio di OSF, i pazienti fanno i controlli optometrici nei laboratori dell'ateneo e sempre qui scelgono, se necessari, gli occhiali, tra le montature messe a disposizione da Luxottica Group, mentre le lenti verranno fornite da Hoya Lens.

E’ un servizio utile anche per gli studenti che hanno la possibilità di mettere in pratica quello che hanno studiato, riferisce Federica Crozza, 24 anni, referente per l’Università Bicocca, che in questi giorni ha consegnato i primi occhiali. Il progetto originario prevedeva 50 assistiti di OSF, ma ne sono già stati accolti 53, e le visite sono state autorizzate almeno fino al termine dell’anno. Grande soddisfazione di tutti dunque per questa semplice ma significativa idea che integra le attività di assistenza gratuita e accoglienza col valore aggiunto dell’occhiale correttivo, aspetto che al momento OSF non riuscirebbe altrimenti a soddisfare: un modello da ampliare e da replicare anche in altre situazioni di disagio sociale.

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