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Opera San Francesco per i Poveri
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Maggio 2015

LA STELLA DI OSF BRILLA SEMPRE

Settembre 1938, Milano. Una sera come tante, a cena. Il papà Alberto dice a Liliana che non potrà più andare a scuola. Perché lei è ebrea. Liliana non sa cosa vuole dire essere ebrea. Lo imparerà presto… In poco tempo viene emarginata, perde la casa, è in fuga, viene arrestata. Le leggi razziali silenziano i diritti fino ad annientare le persone. A tredici anni, insieme al padre, Liliana Segre si trova sul Binario 21, nei sotterranei della Stazione Centrale di Milano, e viene spinta a forza dentro un vagone merci in partenza per Auschwitz.  Sarà l’unica di quel treno a tornare indietro… sopravvissuta, avrà sempre il ricordo del padre che la saluta sulla neve di Auschwitz mentre i nazisti li separano.

La sua storia, per la prima volta, viene raccontata in un libro dedicato ai ragazzi. "Fino a quando la mia stella brillerà", edito da Piemme, è stato scritto assieme a Daniela Palumbo, giornalista del mensile di strada Scarp de’ Tenis, un progetto sociale della Caritas Ambrosiana. Una bella copertina con una stella luminosa e una scritta che brilla ancora di più, questa: "Per volontà di Liliana Segre, il ricavato derivante dai propri diritti sarà devoluto all’associazione Opera San Francesco per i Poveri di Milano".

Scrive Ferruccio De Bertoli, presidente della Fondazione Memoriale della Shoah, nella prefazione: "Quando abbiamo cominciato a costruire il Memoriale della Shoah di Milano, al Binario 21, da cui è partita anche lei per Auschwitz il 30 gennaio del1944, Liliana ha voluto che venisse apposta all'ingresso una scritta a grandi caratteri: Indifferenza. La malattia della società che spalanca la porta ai carnefici, anzi crea loro il terreno favorevole, qualche giustificazione affrettata e persino apparenti ragioni fondate sull'ignoranza e la viltà. Un'indifferenza generale, di cui non si coglie al momento la portata devastante di violenza e pregiudizio. Perché se qualcuno ti affronta, scrive Liliana in questo libro, e ti vuol fare del male tu ti difendi. Ma quando tutto succede nel silenzio generale, come fu allora, come fai a difenderti? Da che cosa?".

Queste parole risuonano forti perché è l’indifferenza che ci fa sempre scappare frettolosi, e ancora sembriamo non saperne cogliere il potere distruttivo. Per strada tante persone hanno bisogno, chiedono uno sguardo, un aiuto. Usiamo indifferenza o piuttosto compassione, partecipazione, interessamento, apertura, disponibilità? Scrive ancora De Bortoli: "Liliana nel lager non era una persona. Era un corpo, per fortuna giovane e integra, capace di resistere al freddo e alla fame. Era un pezzo, con quel numero che restò inciso per sempre nella sua pelle. Ma conservò la libertà di pensare, di sognare, di immaginarsi altrove, di aggrapparsi a una stella solitaria nel cielo che copriva un panorama di morte".

Grazie di cuore a Liliana Segre che con il suo bellissimo gesto, così generoso, ci fa riflettere. Ha scelto Opera San Francesco perché sa cosa significhino fame, sofferenza e solitudine, e insieme ad OSF vuole offrire agli ultimi la possibilità di aggrapparsi a una stella solitaria, e recuperare la propria dignità di persona.

Liliana Segre

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Maggio 2015