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Opera San Francesco per i Poveri
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Giugno 2015

VI PRESENTIAMO I 26.495 OSPITI DI OSF

Prima di tutto l’accoglienza. Questo è il primo servizio di OSF, dove si riceve assieme al benvenuto una tessera magnetica che offre subito quanto necessario: alimentazione, igiene personale, vestiario, assistenza sanitaria, protezione sociale. Gratuita, personale, la tessera di OSF viene rilasciata a tutti come risposta concreta e immediata alla richiesta dei bisogni primari. Al rinnovo, dopo un mese, è proposto un breve colloquio. Un momento di conoscenza reciproca che permette agli ospiti di avere un orientamento preliminare sui servizi interni o quelli offerti dal territorio, e a OSF di conoscere i suoi ospiti per poter meglio provvedere alle loro necessità.

Ecco allora le tessere forniscono una fotografia nitida dell’utenza, raccontandoci l’identità di chi bussa alla nostra porta, il volto delle 26.495 persone che almeno per una volta nel 2014 hanno utilizzato uno dei servizi di OSF. 134 le nazionalità rappresentate; per la prima volta quella italiana supera tutte le altre col 13%, seguita dalla romena (11,8%), egiziana (10,4%), marocchina (8,3%), peruviana (6,7%), cingalese (5%). Il lieve aumento della presenza femminile rispetto all’anno prima (+ 0,5%) non modifica comunque il rapporto costante che c’è tra uomini (74%) e donne (26%). Quanti anni hanno? Tanti giovani: l’incremento del 2,5% porta la presenza dei minorenni al 6,6%, l’8,8% non ne ha ancora 24, molto numerosi dai 25 ai 34 (il 24,4%) e dai 35 ai 44 (il 25,1%). Numerosi anche nella fascia di età 45-54 (19,9%) mentre gli over 55 sono meno: il 15%. Sul totale dell’utenza, più del 67% ha utilizzato la mensa almeno una volta, oltre il 21% i servizi di igiene, il 22% i guardaroba e quasi il 40% il poliambulatorio.

In mensa ci vanno decisamente più uomini (85%) e meno giovani (38% sopra i 45 anni) utilizzandola a pranzo e a cena (64%); i servizi che ancora hanno un’impostazione sulla popolazione maschile come quelli di igiene e guardaroba sono richiesti prevalentemente da utenti romeni, marocchini e italiani (questi ultimi sono l’11%). Proporzioni più equilibrate tra uomini (57%) e donne (43%) si trovano invece al poliambulatorio dove l’utenza è più giovane (48% dai 25 ai 44 anni) o addirittura minorenne (10,7%) e proveniente in gran parte dall’Egitto (17,8%), Italia (9,6%) e Marocco (9%). Ricerche qualitative, un’indagine effettuata su un piccolo campione di utenti, fornisce dati ulteriori. Sono stati intervistati uomini (86%) e donne (14%), italiani nel 18% dei casi e provenienti da paesi UE per il 14%. Il 67% degli stranieri ha un permesso di soggiorno, nell’85% dei casi per motivi di lavoro, i disoccupati sono il 79%, il 16% ha un lavoro, stabile o occasionale, il 54% ha un “tetto” precario (dormitorio/posto letto), il 24% è totalmente senza dimora, il 18% vive in un’abitazione autonoma.

Per il secondo anno consecutivo in OSF aumentano le prestazioni ma la popolazione complessiva diminuisce: questo è dovuto essenzialmente alla maggiore cronicità dell’utenza e al forte incremento nelle richieste di servizi primari nelle emergenze. E’ successo con l’accoglienza dei profughi eritrei richiesta in particolare dal Comune di Milano: giovani perlopiù tra i 18 e i 24 anni, bisognosi di diverse prestazioni per le precarie condizioni igieniche e sanitarie e di vie d’accesso speciali per tutelare l’anonimato. Così in mensa sono stati contati fino a 500 ticket-pasto anonimi in più tra pranzo e cena; e ancora sono stati disposti presidi medici nelle case di accoglienza, corsie preferenziali al poliambulatorio, distribuzione di farmaci e supporto psicologico. Il progetto profughi eritrei ha mostrato come tutti i servizi di OSF siano stati in grado di reggere il forte impatto dovuto ad un’emergenza durata oltre cinque mesi.

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