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Opera San Francesco per i Poveri
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Febbraio 2016

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

Già il questionario dà un po’ da pensare. Niente animale preferito, ultimo libro letto, colore degli occhi o sport praticati, le domande sono decisamente più sostanziali: “quando è l’ultima volta che hai mangiato?”. E tra le risposte, è prevista anche l’opzione “qualche giorno fa”. Ancora: “nell’ultima settimana, quante volte ti è capitato di mangiare cibo trovato per strada, o offerto da estranei?”. Oppure: “questa notte hai dormito per strada, in stazione, in un’automobile, in una casa abbandonata, in un alloggio o in un dormitorio?”. Il questionario alle persone senza fissa dimora, compilato anche grazie all’aiuto di volontari alle mense e nei dormitori, ha permesso di aggiornare i dati che erano stati raccolti nella prima Ricerca Nazionale svolta dal 2007al 2012 a seguito di una convenzione tra Istat, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Federazione Italiana degli Organismi per le Persone Senza Dimora (fio.PSD) e Caritas Italiana.

La seconda indagine sulla condizione di coloro che vivono in povertà estrema fa salire a 50.724 la stima delle persone senza dimora che, nei mesi di novembre e dicembre 2014, hanno utilizzato almeno un servizio di mensa o accoglienza notturna nei 158 comuni italiani in cui è stata condotta l’indagine. Cioè circa il 2,43 per mille della popolazione italiana, in aumento rispetto alla prima ricerca, quando il valore era 2,31 per mille (47.648 persone). Più della metà vive al nord, e circa un quarto nel Mezzogiorno - ed è un dato in aumento - si tratta perlopiù di uomini (85,7%), stranieri (58,2%), con meno di 54 anni (75,8%). Cresce rispetto al passato la percentuale di chi vive solo (76,5%), aumenta il numero di persone che è senza dimora da più di due anni (41,1%) e di chi lo è da oltre 4 anni (21,4%). Aumenta anche il numero di chi non è in grado di rispondere all’intervista per problemi di disabilità o dipendenza o ridotta conoscenza della lingua italiana (14%).

Tutte informazioni che sono di fondamentale importanza, perché hanno permesso di stabilire per la prima volta i livelli minimi di assistenza da erogare a livello nazionale per combattere la gravità della situazione dei senza dimora. A novembre 2015 sono state approvate dalla Conferenza Unificata Stato Regioni le “Linee di indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione adulta in Italia”, per stabilire criteri, progettualità, risorse. Anche esperimenti, come l’housing first, casa subito a chi vive in strada. E’ il primo passo verso una politica nazionale di contrasto alla povertà, il primo documento ufficiale di programmazione nel settore della grave marginalità che chiama tutti – governo, regioni, enti locali – a mettere in atto strategie innovative. E sotto la politica, ci sono le persone, e le strategie di accoglienza capaci di includere ognuno.

L’innovazione e la continuità nei servizi, come quelli di Opera San Francesco, raggiungono un solo e medesimo obiettivo: voler bene ed accogliere le fragilità dei poveri nella vita di tutti i giorni.

padre Maurizio Annoni

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