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Opera San Francesco per i Poveri
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Aprile 2016

NON CI VAI AL DORMITORIO PUBBLICO?

Siamo tornati alle docce degli uomini, per parlare con le persone che vengono qui, e chiedere, se vogliono, di raccontarci la loro storia. Lo fanno volentieri, quando capiscono che desideriamo solo descrivere cosa succede qui, in una mattina come tutte le altre, presso uno dei servizi di Opera San Francesco.

Minuto, un po’ curvo, si fa avanti Giovanni (nome di fantasia), 46 anni, da 26 anni a Milano. Sembra fragile mentre aspetta con pazienza il momento di parlare, ma quando si apre mostra la durezza che gli viene dal doversi difendere, sempre e ogni giorno, dalle intemperie, dalle persone, dalle difficoltà. Giovanni è stato qualche volta nei dormitori ma preferisce decisamente la strada. Quando chiediamo perché risponde con semplicità disarmante: “Perché? A lei piacciono i dormitori? Ci andrebbe? Io no, non ci vado per mille ragioni, perché si prendono un sacco di malattie, perché rubano, perché non si riesce a dormire. E’ strana questa domanda… io vorrei che uno che fa questa domanda passasse prima una notte in un dormitorio, poi ne riparliamo”.

Giovanni faceva l’idraulico, e lavorava in nero; appena arrivato a Milano ha continuato a fare qualche lavoretto e così è passato da cooperative, al volantinaggio, alla vendita di cerotti per strada, l’ultima cosa che ha fatto è aiutare al mercato dell’usato. Oggi chiede l’elemosina, e il ‘suo’ posto è vicino a Opera San Francesco: “La gente che passa lì è sempre la stessa, e il posto è mio, in due non ci possiamo stare, anche se viene un altro deve andare via, lì non gli darebbero niente perché conoscono me e se danno qualcosa, la danno a me. Cinquanta centesimi, è capitato che qualcuno mi abbia dato anche 5 euro. Ma non succede mai che per la strada, anche se mi vedono puntuale tutti i giorni, qualcuno mi offra un lavoretto da fare. Mangio sempre qui alla mensa di Opera San Francesco e vengo alle docce di mercoledì, è uno dei posti più organizzati, puliti e in ordine che ci sono a Milano, ci vengo da sempre.
Per dormire, dove capita. In stazione, sui treni, ma sempre con gli amici, un gruppo di persone che conosco da anni, stiamo sempre insieme di notte, siamo in cinque, alla mattina ci dividiamo ma stabiliamo il punto di ritrovo per la sera, può essere al parco, o in stazione, dipende dai giorni. Robe brutte di notte me ne sono successe solo poche volte, quando avevo vent’anni, ero da solo, volevano rubarmi tutte le cose che avevo. Adesso no, per strada io sono tranquillo, siamo in gruppo e soprattutto adesso ho imparato come si fa a vivere in strada”.

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