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Opera San Francesco per i Poveri
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Gennaio 2017

PERCHÉ SI FUGGE DAL VENEZUELA

Il Venezuela è in profonda crisi, quest’ultimo anno è stato terribile su molti fronti e ora i supermercati sono vuoti, i manifestanti in piazza sempre di più e l’inflazione galoppa.

Oltre all’instabilità politica - Nicolas Maduro, infatti che ha preso il potere dopo la morte di Chavez, è stato già sconfitto alle elezioni parlamentari del dicembre 2015 - le principali cause della crisi sono dovute al graduale abbassamento di prezzo che da qualche anno il petrolio sta subendo. Prima della morte di Chavez, il Venezuela riusciva a esportare il proprio petrolio a 100 dollari a barile, contro i 40 dollari registrati nell’ultimo anno. L’economia venezuelana è quasi interamente basata sull’esportazione di petrolio ed è quindi chiaro cosa accada senza questi introiti.

Esportando questo prezioso bene quasi per intero, il Venezuela ha basato la propria fornitura energetica sulle risorse idroelettriche, ma ad aggravare ancor la situazione è stato il prolungato periodo di siccità che ha colpito il paese nell’anno appena passato. La mancanza d’acqua ha comportato così altri problemi e i cittadini si sono visti addirittura razionare l’elettricità.

Anche negli ospedali pubblici la situazione è al limite: non ci sono più antibiotici, guanti sterili e gli strumenti per intubare. Oltre per la scarsità dei beni di prima necessità, i cittadini soffrono anche per il proliferare della violenza incontrollata fra gli stessi civili: secondo la ONG “Observatorio venezolano de violencia”, ci sono 79 omicidi ogni 100 mila abitanti, indice otto volte superiore alla soglia dell’ONU che definisce gli Stati vittima di “violenza epidemica” (10 omicidi ogni 100 mila).

In questo quadro di povertà, instabilità e violenza, chi può cerca di scappare. Anche alla mensa di Opera San Francesco sono arrivati dei cittadini venezuelani, in particolare in dicembre abbiamo incontrato un’intera famiglia. Pietro, Fabiola e la piccola Isobel hanno lasciato il loro paese per cominciare qui una nuova vita e poterne garantire una migliore alla loro bambina. Stanno aspettando ancora i permessi ma si augurano presto di potersi realizzare nel nostro paese e di essere felici qui.

Nel frattempo Opera ha offerto loro un po’ di conforto e normalità: anche solo pranzare tutti insieme seduti a un tavolo al caldo è un modo per ricominciare.

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