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Opera San Francesco per i Poveri
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Dicembre 2017

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

Anche quest’anno la creatività di Fra Domenico e della nostra volontaria Gigliola hanno permesso di realizzare il Presepio in Mensa. Semplice ma significativo: su uno sfondo color pantone (il colore di Opera) che riporta le mani del logo, una pianta di melo ha abbandonato le proprie foglie per far posto a tante foglioline che riportano le bandiere delle nazioni dei nostri ospiti. E la pianta copre la Natività, la Sacra Famiglia.

È curioso vedere come i nostri poveri si fermano a ricercare la bandiera del proprio paese: l’attaccamento alle proprie origini, il ricordo del luogo natio e della famiglia di provenienza non possono essere cancellati.
Un Presepio semplice ma carico di significati.
Le bandiere di tanti paesi ci invitano a uscire dai nostri confini e a raggiungere, almeno idealmente, ogni uomo e ogni donna soprattutto coloro che vivono in condizioni faticose a causa della povertà, della guerra, della discriminazione dell’ingiustizia.

Di fronte al Presepio non puoi che pregare per la pace. L’annuncio natalizio della pace, quello della notte santa ai pastori “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama”, riecheggia ancora oggi e scende nel cuore degli uomini credenti e non, per orientarne la vita e la storia e costruire, responsabilmente, ognuno con il proprio impegno e contributo, una nuova società “edificata nella carità”, così come ci dice Papa Francesco, che sia come una “città costruita su rapporti in cui l’amore di Dio è il fondamento”.

Bandiere che parlano di fraternità. Il Natale ci parla di fraternità che va oltre i confini della famiglia e della stessa Chiesa per assumere una dimensione molto più ampia, quella della fraternità universale.
E al centro c’è lui, un piccolo Bambino, inerme e già scomodo, che attira tutti a sé; ogni uomo trova nelle braccia spalancate il segno dell’accoglienza e la traduzione concreta del “venite a me voi che siete affaticati e oppressi e io vi ristorerò”. Parlando di fraternità mi piace ricordare un’espressione di Papa Francesco: “In molte società sperimentiamo una profonda povertà relazionale dovuta alla carenza di solide relazioni familiari e comunitarie. Assistiamo con preoccupazione alla crescita di diversi tipi di disagio, di emarginazione, di solitudine e di varie forme di dipendenza patologica. Una simile povertà può essere superata solo attraverso la riscoperta e la valorizzazione di rapporti fraterni in seno alle famiglie e alle comunità, attraverso la condivisione delle gioie e dei dolori, delle difficoltà e dei successi che accompagnano la vita delle persone”.

Nella nostra comunicazione in questo ultimo periodo abbiamo dato ampio spazio alle mani: mani che si tendono nel gesto di aiutare; mani che stringono per dire comprensione, affetto, tenerezza; mani che si aprano per accogliere; mani che parlano di impegno e servizio per i poveri.
Mani che hanno ricevuto, mani che sono in grado di donare. Ma non solo a Natale perché uno strano buonismo ci pervade, ma ogni giorno dell’anno è l’occasione per declinare fraternità e pace in gesti che siano rispettosi della difficile situazione che fratelli e sorelle vivono accanto a noi.

Buon Natale!

padre Maurizio Annoni


 

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