Emme profumi, un supporto importante per il Servizio Docce di OSF

Emme profumi sostiene OSF

Marco Mauri è, insieme ai suoi due fratelli, proprietario della Emme profumi, un’azienda nata negli anni cinquanta dal padre Ernesto. Un’attività a conduzione famigliare in Brianza (a Burago vicino a Vimercate) che oggi conta 16 dipendenti.
“Commercializziamo da sempre prodotti per la pulizia della casa e della persona” ci racconta, “e Fra Domenico (responsabile del Servizio Docce e Guardaroba) veniva qui a comprare della merce, era un cliente come un altro. Cinque anni fa l’ho notato nel mio cash and carry e gli ho domandato a cosa servissero tutti i prodotti che acquistava, così mi ha raccontato della loro attività e di tutti i servizi ai poveri che Opera garantisce. Ne sono rimasto incuriosito e ho chiesto di poter andare a vedere con i miei occhi i servizi. La prima cosa che ho pensato tornando in azienda dopo la visita è stata “c’è qualcuno che fa del bene e non solo parole”, perché in giro c’è anche chi specula sulla beneficenza.

Dopo quest’esperienza mi è venuto naturale prendere a cuore la vostra attività perché ho visto che funziona. Sono stato io a dire a Fra Domenico che li avrei aiutati volentieri, donando tutte le referenze che avrebbero potuto essere utili. Quando fai delle donazioni non sai mai veramente dove vengono impiegate, cosa succede del denaro. In OSF invece è chiarissimo come vengono utilizzati i fondi, ho constatato io stesso che va tutto a buon fine. Si tratta di un’attività importante che mi ha fatto da subito un’impressione ottima.

Talmente buona che ho mandato anche i miei figli in estate, dopo la scuola, un giorno alla settimana a fare volontariato: per un paio d’estati, hanno fatto cinque o sei servizi. Sono dei ragazzi, e inizialmente sono certo che non fossero contenti di questa cosa. Poi comunque credo che abbiano capito la fortuna che hanno avuto, e invece la sfortuna che è toccata a tanti altri.

L’importante è che si facciano un esame di coscienza dentro di sé, non devono rendere conto a me dei loro pensieri. Ho voluto facessero questa “prova” perché capissero quanto può essere dura la vita. E spesso non ce ne rendiamo conto”.