Lettera di fra Marcello maggio 2021

Alle 20.30 la nostra Mensa di Concordia chiude i battenti e gli ultimi ospiti terminano la loro cena in sala. Mentre i cuochi incominciano a sanificare il banco del self-service dopo aver ritirato il cibo rimasto e i volontari si alternano nello spogliatoio, un ospite si materializza d’improvviso e chiede di poter mangiare. “Scusi, ma lei da dove è entrato?” gli dico con un sguardo indagatore. Mentre mi avvicino per spiegargli che il cibo non è più disponibile e che soprattutto le nostre regole non tollerano i furbi che rientrano dall’uscita, una volontaria mi prende delicatamente il braccio e mi sussurra: “Fra Marcello non lo sgridi, questo è buono… gli preparo io un sacchetto da asporto, non lo mandi fuori!”

Giro lo sguardo verso “il buono” e colgo nei suoi occhi un po’ di timore misto a un timido sorriso: aveva capito che, grazie all’intervento di Giulia, gli era andata bene per questa volta.
Mentre aspettavamo il sacchetto col cibo, scambiamo due parole e mi torna in mente la sua storia, quando era senza barba e stava meglio di salute.

Se avessi applicato la regola avrei potuto ritirargli la tessera e mandarlo fuori…

Le regole… Nei servizi di OSF abbiamo poche semplici regole che cerchiamo di far osservare: mirano a promuovere l’accoglienza e il rispetto, a favorire la sincerità e la fiducia, a difendere i più fragili da ogni forma di violenza, a proporre il servizio reciproco come fondamento delle relazioni e primo metodo educativo.

Abbiamo bisogno di poche regole fondamentali che siano “evidentemente buone” per tutti.

Ma gli occhi di quell’ospite “buono” mi hanno fatto capire che può esserci un percorso di graduale comprensione e applicazione della regola: possono esserci eccezioni che porteranno ad una assunzione piena della regola stessa. In altre vicende umane occorre invece trovare il coraggio educativo di far valere la regola, senza però escludere la possibilità di un cambiamento e di un ritorno…

In OSF cerchiamo di non dimenticarci che le regole sono fatte per le persone, e non le persone per le regole, come aveva già detto Qualcuno…

Non è facile per i volontari e i referenti di OSF trovare l’equilibrio giusto tra la regola e la gradualità della sua applicazione. Il segreto, forse, sta nel guardare negli occhi chi hai davanti e chiederti come puoi aiutarlo a fare il suo bene!

firma fra marcello

fra Marcello Longhi