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Opera San Francesco per i Poveri
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Home / Comunicazione / News / Dio ama chi dona con gioia: una settimana al servizio dei bisognosi

Agosto 2010

DIO AMA CHI DONA CON GIOIA: UNA SETTIMANA AL SERVIZIO DEI BISOGNOSI

La nostra settimana ad Opera San Francesco è iniziata così, alla luce di questo passo della Sacra Scrittura:
Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza, né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia. Del resto, Dio ha potere di far abbondare in voi ogni grazia perché, avendo sempre il necessario in tutto, possiate compiere generosamente tutte le opere di bene, come sta scritto: "ha largheggiato, ha dato ai poveri,
la sua giustizia dura in eterno."

Raccontare la nostra esperienza significa prima di tutto rispondere alle domande chi siamo e perché siamo arrivati qui. Siamo cinque ragazzi, accompagnati da Fra Riccardo, ciascuno con le proprie motivazioni; ciò che di comune abbiamo condiviso è stata la nostra volontà a donare uno spazio di tempo per un servizio ai poveri.
Le nostre vite si sono incrociate grazie ai frati cappuccini con i quali stiamo condividendo un cammino di riflessione vocazionale, chiamato "Chi sei tu", che al suo interno include un'esperienza caritativa forte. Nel desiderio di fare comunità tra noi e con loro ci siamo dati appuntamento qui a Milano in Opera San Francesco.

La settimana che abbiamo vissuto, tra fraternità e servizio, ci ha fatto crescere e ci ha insegnato soprattutto il rispetto e la stima reciproca, avendo cura di ciascuna persona che incontriamo ogni giorno. Principalmente ci siamo occupati di due servizi, la mensa e le docce, prestando la massima attenzione a curare l'incontro con coloro che usufruiscono di questi servizi. Abbiamo capito e condiviso da subito quanto l'impegno fosse faticoso e allo stesso tempo arricchente. Quanti volti abbiamo incrociato e altrettanti sorrisi i nostri occhi hanno visto comparire tra espressioni di fatica e tristezza, subito illuminati dalla lucentezza di un saluto. Quando si dice che gli occhi sono lo specchio dell'anima é proprio vero. Dietro ad ogni sorriso si è aperto un mondo, una vita, una dignità, una forza e un coraggio che spesso non ci aspettavamo. Giorno dopo giorno la paura e la diffidenza verso volti sconosciuti hanno lasciato posto alla comprensione, all'attenzione e alla cura dell'altro, chiunque esso sia. Facile da dire e allo stesso tempo meno semplice da mettere in pratica, ma sostenuti dalla preghiera e dalla fraternità ci abbiamo provato.

Ci siamo chiesti quanto sia importante sfamare tante persone, distribuendo più di 2500 pasti al giorno, anche se il desiderio è quello di assicurare loro ben altro: i frati impegnati in Opera ci hanno aiutato a capire che i gesti quotidiani e semplici donati da Opera San Francesco nella fedeltà e nel rispetto dell'altro chiunque sia, permettono ai poveri di ritrovare la loro dignità e di donare speranza.

Che significato ha avuto questa esperienza per noi?
Un Tabor, un monte di trasfigurazione, un'ulteriore prova della grandezza di Dio che non ci ha lasciati soli con le nostre paure, ma ci ha circondati di uomini e di donne da servire nel suo nome perché come ci ricorda Gesù "Chi avrà fatto una sola di queste cose a uno dei fratelli più piccoli è come se l'avesse fatto a me". E come ben sai, tu che stai leggendo, da un monte così non si scende tanto volentieri, ma si preferirebbe restare.

Ci è chiesto di fare tesoro di questa esperienza e tornare alla nostra quotidianità di vita cercando di tenere gli occhi ben aperti sul mondo e sui poveri affinché a nessuno manchi l'essenziale per vivere. Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore.
Grazie a chi ci ha permesso di vivere questa esperienza di comunione e di vita.

 
      Fra Riccardo, Marco, Daniele, Gabriele, Francesca e Flavia

Dormivo e sognavo che la vita non era che gioia.
Mi svegliai e vidi che la vita non era che servizio.
Servii e compresi che nel servizio c'era la gioia.

 

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Agosto 2010